Indumenti e cibo per i terremotati albanesi: parte la catena di solidarietà

Il centro di raccolta è allestito, fino al 30 novembre, nelle vicinanze del bar Baldieri. Uno dei promotori: "Donne e bambini pagano il prezzo maggiore di questi eventi drammatici"

La raccolta prosegue davanti al bar Baldieri.

LECCE – La terra ha tremato forte in Albania il 26 novembre, quando una scossa di magnitudo 6.4 ha messo in ginocchio il Paese. Il giorno dopo un altro evento sismico, seppur con minore intensità. Il bilancio, tra vittime e feriti, è molto pesante e ancora si continua a scavare per recuperare le persone rimaste sotto le macerie. I soccorsi sono partiti immediatamente così come gli aiuti internazionali per tendere una mano alla popolazione in stato d'emergenza. La temperatura in Albania è tipicamente invernale e gli sfollati hanno bisogno di cibo, vestiti e coperte.

Anche a Lecce è quindi partita una raccolta di generi alimentari e indumenti in buono stato per aiutare “i fratelli albanesi”. Chiunque può contribuire recandosi presso Baldieri Caffè sotto la galleria Mazzini: i volontari si sono già attivati per smistare e mettere in ordine indumenti e pacchi alimentari e saranno presenti sino da oggi, 28 novembre, fino alla sera di sabato 30 novembre.

L'iniziativa solidale è stata lanciata da Francesco Baldieri, proprietario dell'omonimo bar in piazza Mazzini, da Corrado Montefusco, capo reparato dei vigili del fuoco di Lecce e da Antonio Antonica, un professionista che vive a Tirana. “Possiamo già contare sul grande contributo in alimenti che è stato offerto dai supermercati Supermac – racconta Montefusco -. I cittadini possono contribuire portando indumenti caldi per uomini, donne, bambini e anziani. Farmacie e parafarmacie stanno già regalando farmaci che consegneremo alle persone sul posto. Sono un caporeparto dei vigili del fuoco e so bene, per esperienza, che quando accade un evento di grave portata, come un terremoto, le conseguenze maggiori ricadono su donne e bambini. Quando le persone vedono crollare il proprio tetto di casa e perdono tutto, hanno bisogno innanzitutto di coprirsi con vestiti adeguati e di sfamarsi. Agli uomini della Protezione civile e della Croce Rossa spetta poi il compito di allestire le tende per garantire un riparo”.

Montefusco partirà alla volta di Durazzo e già domenica sarà sul posto per parlare con i colleghi e avere il polso della situazione: “La mia è una visita in veste di libero cittadino ma tornerò lì in servizio in qualità di vigile del fuoco. Il materiale raccolto sarà trasportato in scatoloni, a bordi di Jeep che si imbarcheranno il 30 novembre stesso: il proprietario della nave ha messo a disposizione un viaggio gratuito d'andata e ritorno verso l'Albania”.

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