Infiltrazioni e umido intaccano la memoria del museo di Santa Maria al Bagno

Situazione strutturale precaria in alcune stanze del Museo della Memoria e dell’accoglienza della marina. Sollecitati interventi all’amministrazione. Interrogazione e critiche di Siciliano

NARDO’ - Infiltrazioni, umido e muffe intaccano il valore inestimabile della memoria storica racchiusa nel museo dell’accoglienza di lungomare Lamarmora a Santa Maria al Bagno. Una situazione strutturale quella dell’edificio culturale pubblico neretino acuita dalle abbondanti piogge degli ultimi mesi e già rappresentata all’attenzione dell’amministrazione comunale di Palazzo Personè da parte della cooperativa che gestisce il museo e ora anche dal consigliere comunale del Pd, Lorenzo Siciliano, che ha documentato lo stato dei luoghi e annunciato la presentazione di una apposita interrogazione nella quale si chiederà anche di effettuare urgentemente gli interventi necessari a risolvere la problematica.        

“Questa mattina ho protocollato un’interrogazione consiliare, chiedendo che quanto prima vengano posti in essere gli interventi di cui necessita il museo della memoria” annuncia Siciliano in un post pubblico, “ma nel frattempo mi chiedo con quale faccia si possa parlare di cantieri ovunque per centinaia di migliaia di euro spesi in opere inutili, mentre non si riesce a garantire l’ordinaria manutenzione di strade, ormai ridotte ovunque a percorso di guerra, ed immobili comunali, consegnando ai turisti che scelgono Nardò e le sue marine un pessimo biglietto da visita, e ai nostri concittadini pericoli e difficoltà quotidiane. Queste sono le vergognose condizioni in cui versano alcuni spazi del museo della Memoria di Santa Maria al Bagno” conclude Siciliano, “quello stesso museo che l’amministrazione che ha guidato la città dal 2011 al 2016 ebbe modo di restituire alla nostra comunità e a migliaia di visitatori dopo anni di abbandono. È questa la cura dei beni culturali interpretata dall’amministrazione comunale presieduta dal sindaco Mellone. È questo il rispetto che il sindaco e la sua Giunta nutrono nei confronti dei musei presenti sul nostro territorio”.

Sempre in riferimento al museo della Memoria e dell’accoglienza di Santa Maria al Bagno, l’amministrazione comunale di Nardò, proprio in questi giorni, ha predisposto il nuovo bando di gara per l’affidamento dei servizi e la gestione della struttura per cinque anni vista la scadenza naturale, al 31 maggio scorso, della concessione affidata alla società cooperativa Fluxus alla quale è stata garantire una proroga breve sino alla definizione della nuova procedura di affidamento.       

La storia “raccontata” nel museo

Tra il 1943 e il 1947 la marina di Santa Maria al Bagno divenne un importante centro di raccolta per i profughi della Seconda Guerra Mondiale. Con la liberazione dal fascismo dell’Italia meridionale per mano degli Alleati, una grande ondata di profughi si riversò in Puglia. Si trattava di profughi jugoslavi, appena usciti dai campi di concentramento del sud Italia o giunti via mare dai Balcani, e di ebrei stranieri che arrivavano dalle regioni italiane ancora sotto il fascismo. Per far fronte a quest’emergenza il comando locale di occupazione alleata ordinò la requisizione delle case e delle ville di Santa Maria al Bagno, Santa Caterina e delle contrade tra la litoranea e Nardò per destinarle ad alloggi temporanei per i profughi. La presenza dei profughi ebrei aumentò alla fine della guerra con l’esodo, dai maggiori campi di concentramento europei, di centinaia di sopravvissuti all’Olocausto, che guardavano al loro soggiorno nella penisola come l’ultima tappa prima di raggiungere la Terra di Israele. La popolazione dei profughi diede vita ad una comunità attiva e vivace dal punto di vista socio-culturale, economico e politico, e strinse cordiali rapporti con la popolazione locale. Oggi, al Museo della Memoria e dell’Accoglienza di Santa Maria al Bagno è possibile ricostruire la trama di questa vicenda attraverso la mostra fotografica e i murales, opera del profugo ebreo-romeno Tzvi Miller, esposti al suo interno.

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