"P2 pagina dolorosa, ma il Grande Oriente d'Italia è leale alla Costituzione"

Il Gran Maestro Stefano Bisi è atteso venerdì a Lecce per un incontro. Tra fatti storici, pregiudizi e luoghi comuni, una breve intervista sul senso, sul ruolo e sulle prospettive della massoneria

Stefano Bisi.

LECCE – Nella giornata di venerdì 26 ottobre il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiani, Stefano Bisi, sarà a Lecce per un dibattito dal titolo “Dal buio del fascismo al chiarore della Repubblica. Ruolo e prospettive della Libera Muratoria” (ore 18, Hotel President).

Quando si parla di massoneria si intrecciano fatti di evidenza storica, ma anche suggestioni, di diversa polarità, che hanno alimentato nel tempo pregiudizi, sia tipo positivo che negativo. Certo è che la società civile ha scarsa o nulla consapevolezza di cosa sia oggi questo tipo di consorteria. Per l’occasione abbiamo rivolto qualche domanda a Bisi.

Dottor Bisi, perché oggi un giovane cittadino dovrebbe avvicinarsi ad una loggia massonica?

“Perché siamo una grande palestra di valori, una scuola iniziatica di antica tradizione che cerca di migliorare gli uomini con un metodo semplice e rivoluzionario: quello dell’ascolto, della tolleranza e del dialogo con tutti. Solo migliorando noi stessi si può migliorare l’umanità. Chi decide di bussare da noi si pone dei dubbi e trova delle risposte rispetto ad una società che fa sempre più dell’egoismo, della sopraffazione e dell’intolleranza una costante destinata a minare il rispetto, la dignità e la centralità dell’uomo. Non è un caso che sempre più giovani chiedano di entrare nel Grande Oriente d’Italia”.

Nel corso della storia moderna e contemporanea, la massoneria ha svolto un ruolo importante - penso per esempio ai processi di formazione degli stati nazionali –, ha influenzato decisioni strategiche a livello economico e politico, ha espresso anche propri rappresentanti nei governi. Ma ha scritto anche pagine nefaste. Lei stesso, nell’allocuzione del 22 settembre, ricorda la “fase oscura e dolorosa” della P2. Non è sempre attuale il rischio di uno Stato nello Stato e per giunta deviato?

“Più volte mi è stata fatta questa domanda e la risposta è sempre stata di condanna per un periodo negativo del nostro ordine dal quale per fortuna, e grazie a tante generazioni di fratelli, siamo usciti a testa alta. La P2 resta una fase oscura e dolorosa ma la realtà è quella di una istituzione sana, trasparente e leale ai principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica e agli uomini che la rappresentano”.

Quali sono, secondo lei, i luoghi comuni da sfatare intorno alla massoneria?

“Intanto, quello della segretezza. Noi siamo presenti in quasi tutta l’Italia nelle varie regioni con oltre 850 Logge. Le nostre sedi sono ben visibili e non ci nascondiamo. Manteniamo la giusta e necessaria riservatezza riguardo al lavoro massonico che i fratelli svolgono all’interno dei templi. Ma questa caratteristica è comune a tutte le associazioni che non consentono a non iscritti di partecipare a riunioni interne. Lo stesso vale per i partiti e le organizzazioni religiose. L’altra è che spesso si fa confusione fra la massoneria regolare e quella che non è riconosciuta a livello internazionale. Per non parlare poi dei media che spesso parlano genericamente di massoneria deviata quando scattano delle inchieste giudiziarie”.

Quali sono le caratteristiche precipue, rispetto ad altre logge, del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani?

“Siamo la più antica istituzione massonica italiana, nata nel 1805 e anche la più numerosa con oltre 23mila fratelli. A livello mondiale siamo riconosciuti da oltre 200 grandi logge, con reciproco scambio di garanti d’amicizia, una sorta di ambasciatori”

Sempre nell’allocuzione del 22 settembre, citando Hemingway, ha esortato i liberi muratori a guardare avanti. Quali sono le prospettive del Grande Oriente?

“Molto positive e incoraggianti. Attraversiamo un periodo fecondo e guardiamo al futuro con grande fiducia. La massoneria è un’istituzione necessaria alla salvaguardia della società e che ha uomini e idee in movimento. Non siamo chiusi in una torre d’avorio e lavoriamo alacremente per il nostro miglioramento personale e quello dell’umanita’”

Si dice che Lecce sia la città con il maggior numero di logge attive. Lo considera un elemento positivo o dispersivo?

“Lecce è una delle tante belle realtà in cui i nostri fratelli lavorano con coraggio e passione per portare il loro contributo alla comunità e al territorio salentino. C’è tanta voglia di diffondere i principi di libertà, uguaglianza e fratellanza e tanto lavoro da compiere”.

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