Legame tra meteo e cambiamenti climatici? Esperto: “Preoccuparsi semmai di caldo e risorse idriche"

Piero Lionello, docente di Oceanografia e Fisica dell’atmosfera di Unisalento, avverte: “L'aumento globale della temperatura di un grado, nel Salento corrisponde a un grado e mezzo. Impossibile stabilire quando si verificheranno altri eventi come grandinate o tornado"

LECCE – Ondate di maltempo, temperature sospette, grandinate e copiose precipitazioni in quello che, un tempo, sarebbe stato considerato periodo di primavera inoltrata.  Dopo la tromba d’aria nella giornata di sabato, in alcuni punti del Tacco, anche un’insolita lastra di ghiaccio nel basso Salento, lungo le vie di Racale. In tanti sintetizzano il susseguirsi di questi inconsueti eventi in un solo concetto: eccoli lì, i cambiamenti climatici.  Ne abbiamo parlato con un esperto in cambiamenti climatici, appunto: Piero Lionello (in foto)a46c0775-8cdf-71c0-2022-36f1700323e0-2, il docente ordinario di Oceanografia e Fisica dell’atmosfera presso il Disteba, il Dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche e ambientali dell’Università del Salento.

Professor Lionello le piogge degli ultimi giorni, che si sommano alle temperature non proprio primaverili, sono da considerarsi il prodotto diretto dei cambiamenti climatici?

“I cambiamenti climatici, questo lo possiamo affermare, saranno certamente un problema nei prossimi anni da affrontare sotto molti aspetti.  Se è ragionevole attendersi che, sempre più frequentemente, assisteremo ad eventi metereologici estremi però non possiamo ancora dirlo: dal punto di vista statistico, infatti, i dati a disposizione sono al momento insufficienti per giungere a conclusioni affidabili. Al contrario, possiamo dichiarare che la diminuzione di risorse idriche, assieme all’aumento delle temperature, saranno un fenomeno che ci toccherà tenere in considerazione  La diminuzione delle precipitazioni si attende, ad esempio, con un ragionevole livello di confidenza”.

Sulla scorta di questi recenti e insoliti fenomeni, che cosa possiamo aspettarci in futuro?
“In realtà, sulla base di un singolo evento come quello delle ultime ore, non è possibile parlare di cambiamenti climatici. Il verificarsi di eventi straordinari come una grandinata o un tornado non consente di affermare che questi eventi stiano aumentando di numero nel  corso del tempo. Certo, ci si può attendere che, in futuro, un’atmosfera mediamente più calda e carica di vapore acqueo determinerà  una maggiore intensità e frequenza di questi eventi. Ma, per il momento, si tratta di una valutazione soggetta ad incertezza. Non abbiamo indicazioni precise in merito”.

Quali, invece, gli scenari plausibili, da prevedere con un buon tasso di probabilità?

“Aumenteranno le ondate di calore che, assieme alla diminuzione delle precipitazioni, condizioneranno la resa dei raccolti e il tipo di coltivazioni. Per esempio: le tipiche coltivazioni del Mediterraneo saranno possibili al Nord, ma al Sud le rese saranno al contempo meno redditizie. Con scenari complessi sul mercato. Nel Mediterraneo centrale, in media, per ogni grado di temperatura globale in più, ci si attende un aumento del 50 per cento superiore in estate: quindi circa un grado e mezzo. E una contestuale diminuzione, circa del 4 per cento, delle precipitazioni per ogni grado di temperatura in più”.

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Commenti (1)

  • Ricordo che, alla fine degli anni 70, era stata prevista la desertificazione del Salento per il 2000. Poi si è passati al surriscaldamento globale ed infine, toppato anche stavolta, si è passati ad un più prudente cambiamento climatico. Unisalento? Non è quella che ritenne non idoneo il fisico Carlo Rubbia poi vincitore di premio Nobel? Ma va va va va.....

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