L’arte prende forma, a Castrignano s’inaugura il nuovo portale della Chiesa Madre

Domani sera la cerimonia d'inaugurazione del portone in rovere della chiesa matrice di San Michele Arcangelo realizzato dagli artigiani locali su input dell’Associazione 2000

Il nuovo portale della chiesa madre

CASTRIGNANO DEL CAPO - Ci sono luoghi, nei meandri dei paesi salentini, che raccontano di una voglia di fare insieme che pare essere figlia d’altri tempi, è invece è viva e presente e porta in dote opere preziose. A Castrignano del Capo uno di questi luoghi è il nuovo portone della chiesa matrice di San Michele Arcangelo, recentemente riportato a nuova luce e che verrà inaugurato domani sera, 25 Settembre, alle 19. E’ un portale in rovere, alto quattro metri e mezzo, e pesante più di sei quintali. La sua storia è intrisa di desideri e mani che si uniscono, di idee che si incontrano e prendono forma, di una comunità che si schiude dietro l’imponente portale della chiesa madre.  

Tutto nasce dall’idea mutuata dell’Associazione 2000 che dopo venti anni di intensa e fattiva attività sul territorio ha deciso di lasciare al paese qualcosa che possa rimanere alle generazioni future. L’idea del nuovo portale in legno, tramutata in atto concreto, è quella che testimonia come vivere un paese significhi abitare il presente, ricordare il passato, ma anche preparare un futuro per chi seguirà. Ma ci sono ancora altre vite, altre storie da decifrare passando la mano sulle venature in rovere, sui rilievi delle figure del Cristo, di Maria e dell’Angelo emergenti sul portale. C’è un anno di lavoro certosino, di fatiche ed escogitazioni artigianali di Antonio, Giovanni e Valentino, padre e figli che hanno lavorato fianco a fianco nella falegnameria Greco, attiva a Castrignano dal 1967.

Chi dovesse camminare sotto le forme slanciate dell’arco a punto sesto potrà sentire il profumo del legno che si espande nei vicoli del centro storico, potrà forse intravedere, immaginare i pomeriggi passati a trasporre gli schizzi di don Fabrizio Gallo in elaborazioni 3D, le infinite prove di stampa digitale, i giorni passati a forgiare le intelaiature massicce, a scalpellare le figure sacre, a verniciarle per farle brillare lucenti sotto il cielo. Coloro che passeranno sotto l’arcata udiranno forse anche le parole di Francesco Cassiano, il fabbro che insieme ai falegnami ha issato e incardinato il portale all’interno della cornice barocca. Forse è questa la storia più bella che racconterà questa sontuosa opera d’artigianato, ai propri figli. Che ci vogliono mani unite per fare la bellezza, vite di amici riuniti in un’associazione, vita di un padre e figli che insieme mettono in fila i giorni, come panni stesi al sole, condividendo fatiche, risate, sudori.

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