L’onda lunga della solidarietà al popolo curdo in corteo per le vie di Lecce

Nel pomeriggio la manifestazione partita da Porta Napoli per ribadire il dissenso contro l’operazione militare della Turchia in Rojava e Siria del Nord

LECCE - L’onda lunga della solidarietà in favore della resistenza del popolo Curdo, falcidiato dall’aggressione militare della Turchia in Siria del Nord, marcia per le vie del capoluogo. In centinaia hanno preso parte questo pomeriggio al corteo solidale promosso da Arci Lecce e dal coordinamento provinciale spontaneo Lecce-Kurdistan, al quale hanno aderito diverse associazioni, movimenti, partiti politici, enti e sigle sindacali e universitarie per ribadire il “no” alla guerra, e all’operazione militare avviata dal 9 ottobre scorso dalla Turchia in Rojava e Siria del Nord. E per rivendicare la liberazione del presidente Ocalan e degli undicimila prigionieri politici in Turchia, il ritiro del Pkk dalla lista antiterrorismo dell’Unione Europea, per sostenere l’esperienza di liberazione popolare del movimento curdo in Turchia e Siria del Nord.

La manifestazione dopo il concentramento in Porta Napoli a partire dalle 16,30 ha mosso per le vie del centro cittadino sino al raduno finale in piazza Sant’Oronzo, tra vessilli, volantini e striscioni inneggianti alla resistenza curda. Tra i sodalizi aderenti oltre ad Arci Lecce, Casa del Popolo "Silvia Picci"  anche Lecce Città Pubblica, Cooperativa Sociale Rinascita di Copertino, Civica, Fridays for Future Lecce, Cgil Lecce, Rifondazione Comunista Lecce, il Collettivo universitario femminista-FreeD.A, Gus Lecce (Gruppo Umana Solidarietà), Terra del Fuoco Mediterranea, Sinistra Italiana, Emergency, e tanti altri partecipanti.

“Dopo che l’esercito Curdo è riuscito a bloccare l’avanzata dell’Isis e a mettere in prigione centinaia di jihadisti che rappresentavano un grave pericolo non solo in quell’area ma per tutto il mondo occidentale” spiegano i promotori del corteo, “il governo turco ha deciso di invadere con la forza tutta la Siria del nord dove vivono i curdi, bombardando, uccidendo e distruggendo una delle più forti democrazie presenti in quell’area. L’Europa ha il dovere di fermare questo genocidio ed Erdogan”. Il coordinamento provinciale pro Kurdistan è già pronto a raccogliere anche le adesioni per la manifestazione nazionale di solidarietà in programma il prossimo 1 novembre a Roma. 

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