La spiaggia per cani è una scogliera. Contestata la scelta di Mellone

Nardò Bene Comune ha lamentato l’inadeguatezza della zona demaniale individuata a Torre Inserraglio dall’amministrazione

NARDO’ - Un tratto di costa destinato al libero accesso e alla permanenza dei cani e animali da affezione sul litorale a nord di Torre Inserraglio. L’amministrazione comunale di Nardò, con apposita delibera del 15 maggio scorso, individua la “spiaggia” destinata agli amici a quattro zampe in ottemperanza anche al nuovo regolamento regionale che garantisce l’accesso al mare degli animali e alla necessità dettata del Piano delle coste di individuare le zone riservate a tale scopo tra i tratti liberi del litorale. Una “spiaggia” per i cani dove recarsi con i propri padroni o conduttori, ma con poca sabbia e tanti scogli. Il tratto individuato infatti, di circa 9mila e 800 metri, ricade nel tratto della scogliera a ridosso della Torre Inserragli (o Torre Citrò), e la definizione di “spiaggia”, annunciata nella comunicazione dell’amministrazione comunale ha subito scatenato la solita ridda di polemiche che in queste periodo si rincorrono nella cittadina neretina.

A sollevare il caso della spiaggia inesistente e “spigolosa” per gli animali domestici relegata dall’amministrazione del sindaco Pippi Mellone lungo la distesa rocciosa che caratterizza il litorale tra Torre Inserraglio e Serra Cicora, è stata anche l’associazione di Nardò Bene Comune che con documentazione fotografica e planimetrica ha evidenziato l’inadeguatezza di quella zona demaniale per gli amici a quattro zampe. Questione sulla quale, in poco tempo, non si è fatta attendere anche la caustica risposta del segretario cittadino di Andare Oltre, Luigi Maritati. “Il sindaco Mellone e i suoi assessori questa volta si sono superati, bisogna ammetterlo” accusano da Nardò Bene Comune, “perché questa volta si sono inventati una spiaggia a meno di 500 metri da Torre Inserraglio, in una zona dove lo stesso primo cittadino ha vietato la balneazione. Perché se la sono inventata? Perché la spiaggia nella realtà non esiste. Si tratta dell’ennesima bugia rifilata ai cittadini. La realtà è infatti ben diversa dall'ennesimo comunicato propagandistico sulle cose che si faranno, ma che ancora non ci sono. Lì, a Torre Inserraglio, sostiene Pippi Mellone, ma anche l’assessore Mino Natalizio e il consigliere comunale Gianluca Fedele, sorgerà una spiaggia per amici a quattro zampe” contestano dall’associazione, “lì, dove di sabbia non v'è ombra, ci sarà dunque, una spiaggia, fantasma, pet friendly. Sovrapponendo la planimetria, inoltre” concludono da Nardò Bene Comune, “vediamo che la scogliera in cui si potranno portare gli amati cani sorge proprio adiacente all'area interdetta alla balneazione, quando non addirittura ricadente. In tale zona c’è qualcuno che porterebbe il proprio cane a bagnarsi?”  

A dire il vero anche nella delibera che motiva la scelta di individuare una zona riservata in virtù della norme per l'accesso alle spiagge degli animali da affezione, la localizzazione (con estensione pari a circa 9.800 metri quadri e fronte mare di circa 80 metri lineari) viene indicata genericamente nei pressi di Sant’Isidoro (1-29-14) e poi il comunicato stampa che indica l’accesso alla zona a nord di Torre Inserraglio raggiungibile svoltando su via Socrate. Una zona caratterizzata da una distesa rocciosa intervallata comunque anche da zone alcune zone percorribili e accessibili. Una circostanza che viene sottolineata nella puntigliosa replica della segreteria cittadina di Andare Oltre che, appreso dei rilievi di Nardò Bene Comune, ha rintuzzato la contestazione. “Il bene comune della città si fa seguendo le regole e le norme vigenti ed è quello a cui si sono rifatti gli uffici nell’individuare il sito per la balneazione dei cani, tenendo soprattutto conto del Piano comunale delle coste” scrive il segretario Luigi Maritati, “a questo punto invitiamo i buontemponi di queste ore, esattamente come abbiamo fatto noi e come facciamo sempre prima di prendere posizione, ad andare a consultarlo prima di dare notizie inesatte o peggio fuorvianti perché è doveroso entrare a conoscenza di un aspetto che evidentemente ignorano e cioè che proprio il Piano comunale delle coste, con il termine spiaggia si riferisce anche alla parte rocciosa della costa”.

La segreteria del movimento legato al sindaco Mellone rileva anche come “nel totale delle marine neretine esistono solo esigue spiagge sabbiose, tra l’altro ampiamente note a tutti, e trattandosi di costa rocciosa quella destinata ai cani è un tratto di circa un ettaro di area demaniale che presenta diversi punti percorribili. Al netto delle inutili polemiche” ammonisce Maritati, “siamo certi che l’amministrazione si impegnerà a migliorare i sentieri una volta acquisiti i necessari pareri, oltre a dotarla dei servizi minimi come ad esempio la cartellonista e i cestini per la raccolta delle deiezioni.  L’importante, in questa prima  fase, era individuare un sito idoneo e normativamente previsto che evitasse conflitti tra chi ama i cani e chi invece preferisce fare il bagno al mare senza essere disturbato dalla presenza di animali da affezione. E anche sull’aspetto del divieto di balneazione ci sarebbe da dire” conclude il segretario cittadino, “e consigliamo loro di affidarsi alla consulenza di un tecnico migliore per la sovrapposizione delle mappe in quanto l’area scelta è ben distante da quella prevista dal divieto di balneazione dovuta allo scarico”.

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