I lavoratori di Ecotecnica minacciano lo sciopero in sette comuni

Sindacati di categoria lamentano mancato pagamento di una mensilità per 55 operatori ecologici. E in una lettera a prefetto e sindaci chiedono di sbloccare la situazione

LECCE - Gli operatori ecologici della ditta Ecotecnica sono sul piede di guerra e si dicono pronti a incrociare le braccia. Non hanno ricevuto, infatti, lo stipendio relativo al mese di marzo ed i sindacati di categoria sono intervenuti per sollecitare l’intervento della ditta che si occupa di gestione integrata dei rifiuti.

Il problema riguarda 55 lavoratori in tutto, attivi su 7 cantieri.

Le segreterie territoriali di Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Fiadel, Ugl-Igiene Ambientale, di concerto con le rappresentanze sindacali unitarie (Rsu), hanno inviato una lettera al prefetto e ai sindaci dei Comuni interessati. Nella missiva si denuncia la mancata retribuzione della mensilità di marzo, scaduta il 15 aprile scorso. In più Ecotecnica, a detta dei sindacati, non avrebbe versato i fondi previdenziali e assistenziali di categoria (Previambiente e Fasda) e i fondi assicurativi ai suddetti operatori.

I lavoratori interessati dal problema prestano servizio nei cantieri di Alessano, Patù, Melpignano, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Cursi e Carpignano Salentino.

In mancanza di una convocazione da parte della ditta e dei sindaci per risolvere il disagio, gli operatori ecologici si sono detti pronti ad incrociare le braccia. Paolo Taurino, coordinatore provinciale Igiene Ambientale della Fp-Cgil Lecce, ha precisato la situazione: “Ecotecnica non ha pagato gli stipendi di 15 lavoratori impegnati a Patù e Alessano. Vogliamo sperare che sia solo una coincidenza che proprio dal 16 aprile sia scaduto l’appalto che legava la ditta a quelle amministrazioni”.

Il sindacalista ha denunciato l’esistenza di “medesimi problemi anche nell’Unione della Grecìa Salentina”. “Qui i 40 lavoratori impegnati in 5 cantieri non hanno percepito la mensilità di marzo – ha puntualizzato -. Faccio un appello alla proprietà, alla direzione aziendale, affinché facciano di tutto, magari anche anticipando di tasca propria il dovuto, per assicurare lo stipendio a queste 55 famiglie alle prese con scadenze e spese correnti”.

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