"Il lato oscuro della Luna": la violenza sulle donne narrata con un'opera d'arte

Alessia Martino, di Monteroni, studentessa dell'artistico, ha dominato al bando nazionale “Mano(d)opera” svoltosi a Torino

TORINO – Il liceo artistico “Ciardo-Pellegrino” di Lecce è stato protagonista assoluto nei giorni scorsi a Torino, aggiudicandosi tramite due sue studenti (entrambi, peraltro, della stessa classe, la 5F Arti figurative) primo e terzo premio nel concorso nazionale per Accademie e Licei artistici “Mano(d)opera” (con una sezione fuori concorso per artisti, centri diurni e cooperative). In palio, per i tre gradini sul podio, c’erano 2mila, mille e 500 euro.

A vincere è stata Alessia Martino, 19enne di Monteroni di Lecce, ma molto apprezzata è stata anche l’opera di Vincenzo Dell’Abate, di Tricase (terzo, ex aequo con un'altra concorrente). Insomma, gli studenti salentini hanno fatto quasi l’en plein.

Diciotto sono state le opere d’arte selezionate, tutte incentrate sul tema delle mani come mezzo di conoscenza del mondo. Non a caso, il bando è stato istituito dalla sezione provinciale di Torino della onlus Unione italiana ciechi e ipovedenti alla memoria del componente della direzione nazionale Francesco Fratta, incaricato dell’accessibilità alla cultura. N’è scaturita una mostra, studiata per un’esperienza tattile, tanto che è stata visitabile fino al 9 giugno presso Palazzo Barolo, a Torino, sotto stretto consiglio di usare una benda sugli occhi.  

Al bando hanno partecipato opere tridimensionali prodotte con tecniche diverse. L’unico requisito richiesto, la possibilità di esplorazione tattile in ogni loro parte. I finalisti hanno ricevuto un attestato di partecipazione e la pubblicazione dell’opera in un book/catalogo in via di divulgazione presso istituzioni e associazioni, scuole, Presidenza della Repubblica e ministero dell’Istruzione.

Alessia Martino ha incantato la giuria con un’opera in terracotta e base di legno, ribattezzata “Il lato oscuro della Luna”, di colore prevalentemente marrone, quello naturale del materiale usato, con tocchi di luce color bronzo. Si tratta di una complessa rappresentazione della Luna sostenuta da una mano. La superficie del satellite della Terra è da un lato riconoscibile per crateri e irregolarità, ma nella parte opposta diventa liscia, fino a trasformarsi nel parziale volto di una donna, con naso, labbra e un solo occhio, chiuso. Mentre le dita della mano affondano sulla superficie della Luna-Volto, deformandola.

La Luna, da sempre, ispira artisti e poeti, ed è legata ad arcaici culti della femminilità e della fertilità. Nella rappresentazione deformata dalla stretta violenta delle dita, Alessia ha voluto così narrare il “lato oscuro della Luna”, associandolo quindi al tema degli abusi patiti dalle donne e dai più deboli in genere. Ecco, così, che nel suo progetto, emerge il lato fragile presente in ogni donna e in chiunque sia vittima di soprusi. E la deformazione data dalla morsa, è il segno che ogni violenza lascia.

Alessia, dotata evidentemente di una spiccata sensibilità e di profondità di pensiero, usando una manualità non comune, è riuscita a dare forma all’immaginazione e a lanciare un messaggio che abbraccia un tema quanto mai attuale.

Il bando è stato promosso dal gruppo di ricerca Making Sense: Città di Torino, associazione Forme in bilico, fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Tactile Vision onlus, Tal-Turin Assessibility Lab del Politecnico di Torino, Pav Parco arte vivente - Centro sperimentale di arte contemporanea.

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