Chiese aperte? "Ok, ma rivedere il prezzo del ticket e allungare i periodi"

Le sezione turismo di Confindustria scrive all'arcivescovo. L'idea di base è buona, ma occorre una concertazione con gli operatori

Il campanile del Duomo di Lecce.

Chiese aperte, ma con qualche ritocco. Dall’allungamento del periodo, fino a una revisione dei prezzi. Varie sono le proposte per integrare un’idea di base ritenuta molto valida, ma che, secondo la sezione turismo di Confindustria Lecce, va ampliata e rivista in alcuni aspetti. Partendo dal fatto, per esempio, che molti operatori turistici hanno già diverse prenotazioni, ma si trovano oggi in difficoltà perché i loro ospiti non potranno fruire del servizio. 

L’idea in questione è quella all’origine del progetto “Lecceclesiae”, promosso dall’Arcidiocesi e realizzato dalla cooperativa sociale Artwork. Se n’è parlato nei giorni scorsi, prima e dopo la presentazione: Duomo, San Matteo Santa Chiara, Santa Croce, così come museo diocesano e chiostro dell’antico seminario, saranno aperti ai turisti ogni giorno, dalle 9 alle 21, fino a settembre. Stessi orari a dicembre, il giorno di Capodanno e sotto Pasqua. Il tutto, rivolto ai turisti e con un prezzo di 10 euro. Biglietti della validità di tre mesi (qui il progetto in tutti i dettagli).   

Gli operatori: "E' mancata la concertazione"

L’iniziativa ha avuto il merito di portare una ventata di concretezza nell’ambito di un vecchio e mai sopito dibattito su una fruibilità maggiore del patrimonio storico e artistico della capitale del barocco. Eppure, non sono mancate alcune lamentele. Sono quelle di operatori turistici associati e non di Confindustria, rammaricati per l’assenza di concertazione. E alla fine, raccolte le varie segnalazioni, il presidente della sezione, Giuseppe Coppola, e il delegato all’internazionalizzazione, Giovanni Serafino, hanno scritto una lettera all’arcivescovo Michele Seccia con alcune proposte. L’obiettivo è trovare una sinergia con gli operatori che si sentono oggi in difficoltà. 

“L’iniziativa è chiaramente positiva – scrivono Coppola e Serafino - in quanto i turisti avranno finalmente la possibilità di visitare le chiese per tutta la giornata, con benefici effetti dal punto di vista sociale ed economico e ricadute occupazionali importanti per il territorio”. 

“L’apertura dei luoghi di culto, inquadrata in un ambito ampio e organizzato, condiviso con gli operatori, che di fatto promuovono e indirizzano le scelte dei turisti, può infatti fungere da reale attrattore, favorendo la migliore fruibilità della città e delle sue bellezze artistiche ed architettoniche. Duole però constatare – proseguono nella missiva - che tale proposta non sia stata concertata in anticipo con gli attori del comparto turistico, i quali, avendo già acquisito prenotazioni per l’anno in corso, si trovano ora in notevoli difficoltà”.

Come integrare: quattro proposte principali

Facendo una sintesi, quattro sono le proposte all’attenzione di monsignor Seccia. La prima: per gli operatori, occorre prolungare il periodo “estivo” di apertura full-time fino a tutto il mese di ottobre. Questo poiché numerosi gruppi di stranieri hanno già prenotato negli hotel della città. La seconda: è ritenuto opportuno prevedere l’esenzione del pagamento del ticket per i turisti -  individuali e gruppi - che hanno già prenotato presso tour operator e agenzie di viaggi per l’anno in corso. La terza:   è necessario predisporre lo “spacchettamento” degli ingressi, in modo che il turista possa acquistare anche un solo biglietto per un solo sito. Quarta e ultima: occorre rivedere il costo del ticket. Almeno per un concordato periodo di prova. Per poi, magari, puntare al rialzo in un secondo momento.  

“La città di Lecce – evidenziano il presidente Coppola e il delegato Serafino - fa parte di un sistema turistico regionale e qualsiasi iniziativa deve inserirsi in modo armonioso in tale contesto, per non correre il rischio di destabilizzare il turista che sceglie di venire in Puglia tramite svariati sistemi e con non poche difficoltà logistiche”. 

“Nei principali luoghi di culto della regione, come la Basilica di San Nicola e la Cattedrale di San Sabino di Bari, la Cattedrale di Trani, la Basilica Orsiniana di Santa Caterina di Alessandra a Galatina, la Cattedrale di Sant’Agata a Gallipoli, l’ingresso è gratuito e, pertanto, proponiamo, sino alla fine dell’anno, che possiamo considerare “periodo test”, di limitare il costo a 1 euro per ogni sito, per poi applicare tariffe un po’ più alte e già concordate dal 2020”.
 

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Commenti (4)

  • Visto che i leccesi in Chiesa non ci vanno più, riempiamole con i turisti e per giunta paganti. Gesù cacció a frustate i mercanti che avevano trasformato i sacri Templi in Bazar...

  • Anche se comunale, perchè dal circuito è esclusa la Chiesa di S. Irene (o dei Teatini) ? E' una delle più belle di Lecce e se Palazzo Carafa non interviene, molti turisti non potranno visitarla nelle ore di apertura delle altre chiese.

  • Far pagare per entrare in chiesa? Complimenti! Non c'era arrivato nemmeno Ruppi che a quanto a venalità non lo batteva nessuno.... fino ad ora!

    • Lo fanno in tutto il mondo, forse lei non viaggia molto. Soldi che poi servono per ristrutturare o a sostentare i poveri. Prenda coraggio e apra la mente.

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