Una donna al comando della Prefettura. "Credo molto nel dialogo"

Tap, occupazione, lotta alla criminalità sul piano amministrativo, dialogo con la scuola e molto altro. In 24 ore si è già fatta un quadro. Siciliana, ha già affrontato emergenze complesse. "Ho forte il senso dello Stato"

LECCE – Prefetto o prefetta? “Preferisco prefetto”. Maria Teresa Cucinotta, 61 anni, che da poche ore ha colto l’eredità di Claudio Palomba, ci scherza sopra, ma neanche tanto. Le evoluzioni sociali impongono sempre più modifiche anche al lessico, ma lei si dice in controtendenza e preferisce la connotazione classica, riferita alla funzione. E la chiude lì con una battuta. “Tutt’al più signora prefetto, se bisogna mettere un accento femminile”. Segno del carattere, probabilmente, di una donna che ha forte “il senso dello Stato”. “Credo molto in ciò che faccio”, spiega. “Sono innamorata del mio lavoro, ci metto passione”.

Nata a Palermo, anche se di genitori messinesi, Maria Teresa Cucinotta ha fatto una vera e propria full immersion, non ancora terminata, per presentarsi e avere una prima nozione del territorio, soprattutto una conoscenza dirette degli attori istituzionali con cui dovrà confrontarsi da qui in avanti.

Un tour de force per conoscere il territorio

Questa mattina ha incontrato la stampa locale, ma da poco più di 24 ore nel palazzo governativo di viale XXV Luglio, ha già avuto modo di conoscere i vertici del tribunale e della magistratura, delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco (di cui ha esaltato il ruolo, sempre più importante nell’ambito della sicurezza pubblica), il sindaco Carlo Salvemini, l’ormai ex presidente della Provincia Antonio Gabellone (“molto gentile e cordiale, mi ha dato anche lui un quadro generale”), e in giornata si confronterà anche con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Un tour de force per “potermi calare totalmente in questa realtà, farne parte. Capire appieno meccanismi e situazioni”.

Un corposo curriculum già alle spalle, con attività svolta finora principalmente nella natia Sicilia (e in particolare trent’anni, con varie mansioni, negli uffici di Palermo, che definisce “l’università delle prefetture”), prima di arrivare a Lecce è stata alla guida della prefettura di Caltanissetta dal 5 gennaio 2015. E il capoluogo salentino, lo sostiene apertamente, è una destinazione che la rende orgogliosa. “Nella gerarchia è una sede molto importante, dopo la quale arrivano i capoluoghi di regione. Ecco perché sono felice e onorata di aver avuto questo incarico”.

Un trampolino di lancio verso nuovi orizzonti, dunque, nella consapevolezza di doversi commisurare con molte problematiche, alcune delicate. Ma l’ottimismo non le manca di certo e lo fa capire con un sorriso sincero, quando dice che “la città è indubbiamente bella e molto accogliente”. Alla stampa chiede supporto “laddove vi sia la necessità di divulgare, spiegare o anche far capire determinate situazioni”. E aggiunge: “E’ importante che le notizie vengano diffuse in maniera corretta”.

“Credo molto nel ruolo del prefetto. E nel dialogo”

In Sicilia ha avuto modo di rapportarsi a molte esigenze e sembra interpretare il ruolo che ricopre con solidità, ma anche con una certa filosofia, nella consapevolezza che spesso sui tavoli degli uffici di governo giungono domande di cui, in primis, altri enti dovrebbero farsi carico. “Ma credo nel ruolo fondamentale della prefettura. Nelle regioni a statuto ordinario ha una rilevanza maggiore, ma noi che abbiamo svolto le funzioni nelle regioni a statuto speciale, come la Sicilia, sappiamo che è una costante rivolgersi alla prefettura, anche laddove la regione ha maggior peso”. Insomma: “Credo molto nel ruolo del prefetto. E credo nel dialogo”.

Video: il prefetto si presenta alla stampa

“Abbiamo il compito di affermare il peso dello Stato nel momento dell’ascolto”, prosegue il prefetto Cucinotta. “E arrivo da una terra – ribadisce - in cui queste istanze vengono comunque spesso presentate ai prefetti, quando dovrebbero essere altri enti a rispondere. Un punto terminale, il prefetto, di cui lo Stato centrale non può che avvalersi, perché gli umori del territorio finiscono sempre sui nostri tavoli”.

Il complesso e delicato tema dell'occupazione

Nel Salento dovrà farsi carico, fra i tanti problemi, di quello occupazionale, una delle prerogative dell’ente da lei coordinato. Lo sa bene e il lavoro non la spaventa di certo. Di emergenze ne ha giù affrontate tante. “Vengo da un territorio – ricorda - in cui le tematiche occupazionali, con particolare riferimento a Gela e alla conversione industriale della raffineria, si sono svolte in un contesto difficile, con disagio sociale e culturale. Situazioni che mi ha temprato. Quante riunioni per l’indotto di Gela e per i lavoratori. È nel nostro Dna calarci nelle difficili realtà occupazionali e spesso inventare soluzioni. O mediare fino al punto di trovare una qualche soluzione”.

Uno dei suoi cavalli di battaglia, però, è il dialogo con le scuole. A Caltanissetta ha svolto un grande lavoro, con protocolli particolari in un situazione complessa.  E vuole proseguire sulla stessa strada anche nel Salento. Come saluto per il lavoro svolto, il dirigente scolastico provinciale di Caltanissetta ha auspicato un gemellaggio con Lecce. “Un bel messaggio, che dà il segno di una continuità in quest’opera”.  

Tante le problematiche nel Salento

Sul piano locale, Maria Teresa Cucinotta ha avuto già modo di conoscere alcune delle problematiche che dovrà affrontare, raccogliendo il lavoro avviato da Palomba, soprattutto consultando gli uffici e avendo un’infarinatura generale dallo stesso prefetto uscente, ma anche leggendo i giornali.

Seguirà quindi l’evoluzione del Tap “in linea di continuità rispetto a quanto ha fatto il collega”, ma anche la lotta alla criminalità, “dal punto di vista amministrativo, con un’attenzione particolare alle informative antimafia”. E sa di dover gestire una provincia con molti comuni, quindi con tante esigenze diverse. A proposito di comuni, sul caso del commissariamento di alcuni di questi, è molto pratica. Ricorda non è un fenomeno locale, ma generalizzato. “E’ in tutte le regioni, anche del nord, perché infiltrazioni seguono i soldi. Continueremo a tenere alta l’attenzione per un’azione di prevenzione”. Mentre sulla questione dell’occupazione abusiva delle case popolari, ricorda una precisa direttiva del ministro. “Sono in corso attività di censimento e di verifica, comune per comune. Se sarà il caso, si procederà agli sgomberi. Ma prima è necessaria un’attività conoscitiva”.

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Un’ultima battuta, sulla stazione ferroviaria di Lecce. Ha saputo dalla stampa dei toni senza fronzoli usati da Palomba, che ha detto di vergognarsi dello scalo, a livello di infrastruttura, e conosce il problema sul fronte sicurezza. “I servizi di controllo sono stati potenziati, ma tutto è migliorabile. Vedremo gli esiti e poi valuteremo”.

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