Contratto scaduto da 42 mesi, vigilanti incrociano le braccia due giorni

Anche a Lecce i sindacati aderiscono alla manifestazione nazionale. Muro contro muro con le aziende sulle proposte. Venerdì, sit-in

Foto di repertorio.

LECCE – Il contratto collettivo nazionale di lavoro è scaduto il 31 dicembre 2015 e gli operatori della vigilanza privata hanno deciso di incrociare le braccia. Due giorni di stop dal lavoro per dare un segnale dopo un’estenuante attesa di 42 mesi. A Lecce, come nel resto d’Italia, è quindi mobilitazione. La conferma dell’adesione arriva dai sindacati provinciali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Il 1° e il 2 agosto i lavoratori si fermeranno per l’intero turno. Venerdì 2, in particolare, si terrà anche un sit-in davanti alla sede della Prefettura a Lecce. I dipendenti degli istituti e delle imprese di vigilanza privata e dei servizi fiduciari si ritroveranno in via XXV Luglio a partire dalle ore 9,30.

Sono circa 800 le guardie giurate interessate alla vertenza, in provincia di Lecce, oltre a un gran numero di altri lavoratori del settore. Personale che svolge attività armato e che mette a rischio ogni giorno la propria incolumità per la sicurezza degli utenti.

“Il confronto che si è sviluppato fra le parti in questi lunghi mesi è stato segnato dalla chiara volontà delle associazioni datoriali di destrutturare l'attuale contratto collettivo e di compromettere l’intero sistema di diritti e di tutela del lavoro”, dichiarano i segretari generali provinciali Mirko Moscaggiuri (Filcams), Carmela Tarantini (Fisascat) e Antonella Perrone (Uiltucs). “Le richieste avanzate dalle associazioni al tavolo negoziale sono irricevibili – spiegano - in quanto esclusivamente finalizzate da una parte a ridurre il costo del lavoro attraverso il contenimento degli aumenti contrattuali (solo 40 euro a valere per il prossimo triennio e nessuna una tantum a copertura del periodo pregresso) e la revisione del trattamento economico per la carenza e il periodo di comporto in caso di malattia”.

“Come se non bastasse – aggiungono i rappresentanti sindacali -, vogliono aumentare il potere discrezionale delle aziende in materia di organizzazione del lavoro, attraverso l’introduzione di un nuovo sistema di distribuzione dell’orario di lavoro, con la facoltà per il datore di lavoro di spalmare la prestazione quotidiana in un arco orario di 13 ore giornaliere e con periodo di superamento dell’orario settimanale nel corso dell’anno, l’aumento delle percentuali di lavoro discontinuo (somministrazione e tempo determinato) e l’introduzione del lavoro intermittente in servizi particolari quali i servizi svolti per mansioni delle guardie particolari giurate”.

Sono proposte, queste, che i sindacati respingono, ribadendo che “vi è sempre stata la volontà propositiva di giungere ad un rinnovo contrattuale che tenesse conto delle necessità di tutte le parti in causa, concretizzata da una parte con la disponibilità a ricercare soluzioni specifiche ai singoli problemi, dall’altra con la proposta di demandare alla contrattazione di secondo livello e al confronto territoriale tutta la materia inerente l’organizzazione del lavoro”.

Ma i sindacati ritengono che la stessa volontà non traspaia nelle associazioni datoriali: “Da un lato – dicono - lamentano il mancato accoglimento delle richieste delle aziende da parte delle organizzazioni sindacali e, dall’altro, hanno più volte ammesso di non avere una linea comune su varie problematiche, hanno disdettato ripetutamente date inserite nel calendario di incontri e per ultimo hanno rinviato alla seconda metà di settembre la ripresa del negoziato adducendo come motivazione la necessità di una fase di riflessione interna”. Un atteggiamento “fortemente lesivo nei confronti dei lavoratori che non può essere ulteriormente tollerato”, concludono Filcams, Fisascat e Uiltucs che, pertanto, hanno confermato l’adesione allo sciopero nazionale unitario del settore già annunciato a giugno e, per la sola giornata del 6 settembre prossimo, allo sciopero nazionale unitario dei lavoratori addetti alla sicurezza dei varchi aeroportuali.

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