Lottizzazione alle Franite, il coordinamento va in Procura. “Ora indaghi la Magistratura”

Nuovo capitolo della battaglia del Coordinamento Tutela Territorio e Ambiente Magliese contro il piano edilizio. Esposto contro le presunte violazioni alle prescrizioni paesaggistiche

MAGLIEPassano gli anni, ma non si arresta la battaglia contro lo spettro di una lottizzazione di uno degli angoli più suggestivi della Maglie rurale, quella intorno al viale delle Franite, che oltre cinque anni addietro si era fatta largo tramite una delibera del consiglio comunale. Un progetto edilizio per la realizzazione anche di 36 villette a schiera. La reazione di chi si è opposto a quel piano ha prodo​tto la nascita del Coordinamento Tutela Territorio e Ambiente Magliese, che anche con  una raccolta di firme, aveva espresso negli anni il proprio parere contrario al progetto avallato dall'allora amministrazione comunale. Da parte della Regione era stati posti dei paletti e alcuni indirizzi e prescrizioni a tutela del paesaggio intorno al viale delle Franite e al menhir Crocemuzza, ma proprio il dubbio che tali accorgimenti siano stati disattesi nell’ambito delle previsioni progettuali, ha spinto lo stesso coordinamento dei cittadini a sollecitare l’attuale amministrazione comunale a verificare il rispetto delle prescrizioni disposte dalla giunta regionale già nel 2014.

Per questo già il 6 febbraio scorso il sodalizio, tramite il proprio legale Francesco Calabro, ha inviato una formale diffida al Comune. Non solo. Trascorsi ormai quasi due mesi senza ottenere nessun riscontro, da parte dell’amministrazione e della dirigenza ai lavori pubblici, oggi lo stesso Coordinamento Tutela Territorio e Ambiente Magliese, ha deciso di presentare un dettagliato esposto anche in Procura, affidando alle valutazioni della magistratura l’iter inerente la lottizzazione della zona delle Franite e di accertare eventuali responsabilità sul mancato rispetto nelle prescrizioni imposte dal piano paesaggistico e dalla delibera della giunta regionale. L’ipotesi paventata dai firmatari dell’esposto, affidato all’avvocato Calabro, è quindi quella di “una illegittima e abusiva lottizzazione” attraverso la violazione delle prescrizioni imposte dal parere paesaggistico.

“Credevamo che, una volta evidenziate le palesi violazioni al parere paesaggistico attraverso le nostre info-grafiche, una volta scoperte e rese pubbliche le incontestabili violazioni intervenute nel procedimento amministrativo attraverso irrituali carteggi intercorsi con dei semplici tecnici, una volta ottenuta conferma dalle autorità regionali della necessità di ripristinare la legalità” commentano dal Coordinamento Tutela Territorio e Ambiente Magliese, “il Comune di Maglie avrebbe provveduto autonomamente a sanare le proprie condotte. Invece, vista la perseveranza degli uffici in questione, inerti persino davanti alla nostra diffida dello scorso 6 febbraio, ci rivolgiamo ora alla Magistratura affinché si salvaguardi la zona delle Franite come bene paesaggistico riconosciuto e si scongiuri il pericolo di una lottizzazione abusiva e si valutino tutte le responsabilità, civili, amministrative e penali per tutti i soggetti che risulteranno consapevolmente coinvolti”.

Le "accuse" contenute nell’esposto

Il Coordinamento Tutela Territorio e Ambiente Magliese, facendo seguito alla sua precedente diffida rimasta priva di risposta, ha provveduto al deposito di un articolato e dettagliato esposto alla procura ricostruendo l’intera vicenda della controversa lottizzazione delle Franite, ripercorrendone alcuni passaggi ritenuti fondamentali. dopo l’adozione del piano di lottizzazione, intervenuta nel 2013, la Giunta Regionale, nel parere paesaggistico reso con la delibera del 2014, ha imposto delle prescrizioni estremamente incisive, a tutela del paesaggio e delle emergenze territoriali riscontrate. “All’indomani dell’adozione della delibera, proponenti e funzionari comunali e regionali” si legge nell’esposto, “hanno avviato un’interlocuzione articolatasi in documenti che, invece di descriverla come mirata ad assicurare la puntuale ottemperanza delle prescrizioni contenute nel parere, dimostrano come essa, in realtà, abbia puntato a eludere le predette prescrizioni, attraverso l’individuazione di una soluzione condivisa che fungesse da nuovo riferimento per le successive valutazioni di conformità. Sono stati gli stessi lottizzanti, del resto, a dichiarare che le modifiche al progetto trasmesse al Comune di Maglie il 26 ottobre 2015, pur essendo state formalmente presentate come adeguamento alle prescrizioni impartite con la delibera di giunta regionale del 18 giugno 2014, sono in realtà modifiche preventivamente concordate con l’organo regionale per superare le prescrizioni contenute nel pur favorevole parere paesaggistico, alcune delle quali ritenute immotivate. Dopo aver ricevuto dai lottizzanti gli elaborati progettuali modificati” descrive ancora l’esposto, “il Comune di Maglie ha indebitamente utilizzato una nota della Sezione Assetto del Territorio della Regione Puglia come surrogato della verifica di ottemperanza che avrebbe dovuto effettuare e non ha mai effettuato. Pur essendo stato posto a conoscenza del fatto che gli elaborati progettuali non sono stati adeguati alle prescrizioni impartite dalla giunta regionale” evidenzia ancora il legale del coordinamento, “il Comune di Maglie non li ha restituiti ai proponenti, come avrebbe dovuto, ma ha scelto di dare ulteriore impulso a un procedimento che, in presenza di quegli elaborati e di quel parere, non ha nessuna possibilità di essere definito da provvedimenti legittimi”

Secondo le conclusioni addotte dal Coordinamento Tutela Territorio e Ambiente Magliese tutto apparirebbe finalizzato “alla violazione delle prescrizioni poste dal parere paesaggistico per realizzare una illegittima e abusiva lottizzazione, recando incalcolabili danni al paesaggio magliese ed a quel luogo del cuore da tutti identificato nelle Franite”. Il Coordinamento ha censurato anche il tentativo di “soppiantare la competenza esclusiva della giunta regionale e l'efficacia della sua delibera del 2014 con mere considerazioni di alcuni dirigenti regionali prive di qualsiasi valore e fondamento”.Infine le circostanze che “sia rimasta inalterata la volumetria espressa dall’insediamento nonostante la giunta ne avesse stralciato circa un terzo, che siano stati mantenuti gli assi e i prolungamenti viari che la giunta aveva imposto di eliminare, anzi ne siano stati creati di nuovi, assieme a tutte le altre violazioni al parere regionale, puntualmente descritte nell’esposto, non possono passare sotto traccia. Per questo osservato come nella sequenza descritta sia ravvisabile il compimento di una serie di atti che, risultano funzionalmente diretti a una lottizzazione illegittima”, il Coordinamento per la Tutela del Territorio Magliese ha chiesto all’Autorità Giudiziaria “che vengano accertate le responsabilità per i reati ravvisabili nelle condotte sopra descritte, formulando espressa istanza di punizione nei confronti di coloro che dovessero esserne individuati come autori, con riserva di costituirsi parte civile nell’instaurando procedimento penale”.

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