Macchie in mare, Confindustria chiede soluzioni: “Turismo e imprese a rischio”

Nonostante le rassicurazioni di Aqp il presidente di Confindustria Lecce, Negro, sollecita interventi urgenti sul nodo dello scarico sottocosta del depuratore consortile di Gallipoli

GALLIPOLI - Macchie in mare e nuovo allarme sulla costa gallipolina anche se l’Acquedotto pugliese ha fornito le sue rassicurazioni sul corretto funzionamento del depuratore consortile e sulla definizione del progetto di realizzazione della condotta sottomarina. Una situazione che si riverbera dopo la riproposizione della problematica e le segnalazioni nell’ultima domenica quando con il cambio repentino del vento e del moto ondoso, il mare prospiciente il litorale nord di Torre Sabea è tornato a cambiare visibilmente colore ed a presentarsi come una sorta di melma inqualificabile. Fenomeno non legato al depuratore ha chiosato granitico l’Acquedotto, ma le puntualizzazioni in merito non sono state sufficienti a mitigare gli animi. E proprio oggi Confindustria Lecce, con una nota del presidente Giancarlo Negro, è scesa in campo sul nodo dello scarico a mare e delle macchie sul litorale gallipolino per chiedere risposte e interventi urgenti rispetto al danno ambientale e turistico che grava ancora una volta sulla città di Gallipoli.

“Attendiamo risposte chiare e definitive, non è più il caso di temporeggiare perché a farne le spese è l’intera economia del turismo e la salute dei cittadini” scrive perentorio il presidente di Confindustria, Giancarlo Negro, nel richiamare la grave situazione che periodicamente viene a crearsi, ormai da 17 anni, con le chiazze melmose, maleodoranti, scure e schiumose che sporcano il mare di Gallipoli nei pressi di Rivabella. “E’ del novembre 2018” continua il presidente degli industriali della provincia di Lecce, “l’incontro con Regione Puglia, Acquedotto Pugliese, sindaco di Gallipoli e gli imprenditori, durante il quale abbiamo analizzato lo stato dei luoghi e cercato di individuare soluzioni a vantaggio della tutela dell’ambiente e della valorizzazione del turismo, risorsa fondamentale per la Città bella. L’impegno a ritrovarsi a trenta giorni per monitorare l’evoluzione della situazione e programmare insieme le azioni future è stato però disatteso. E, intanto, appare davvero assurdo che dal 2002 ad oggi le problematiche siano sempre le stesse”.

A preoccupare Confindustria, nonostante le recenti rassicurazioni giunte del sindaco Minerva e dell’Acquedotto pugliese a seguito delle segnalazioni del presidente della Sezione Turismo Giuseppe Coppola, sono le ricadute negative sul territorio e sul comparto turistico locale, già fortemente penalizzato dalla presenza di uno scarico di acque reflue lungo un litorale su cui insistono attività turistiche, con il conseguente divieto di balneazione per oltre un chilometro, come previsto dalle norme e dai regolamenti a tutti i livelli.  Lo scarico in questione, installato nel luglio 2002 in località San Leonardo, rappresenta il punto di confluenza finale delle acque reflue del depuratore consortile di Gallipoli, Alezio, Sannicola e Tuglie ed è stato attivato dal commissario straordinario dell’epoca. L’autorizzazione allo scarico, concessa dalla Provincia di Lecce, inoltre, era vincolata alla costruzione della condotta sottomarina che Confindustria auspica, ora più che mai, venga realizzata a tempo di record.  

“Ancora una volta imprese e cittadini pagano lo scotto della burocrazia e della lentezza degli iter” evidenzia ancora Negro, “è davvero impensabile, infatti, che in un tratto di costa dove insistono oltre la metà dei posti letto messi a disposizione da parte di imprese che investono in servizi, accoglienza e promozione di qualità, venga interdetta la balneazione a causa della presenza del punto di scarico. Il possibile funzionamento altalenante del depuratore, inoltre, causa di fatto un problema enorme alle imprese, con un pesante fardello in termini di promozione turistica e di depauperamento del valore intrinseco dei luoghi. Sono le stesse imprese insediate nella zona ad essere penalizzate, nonostante sforzi e investimenti, con una perdita di valore non da poco. E’ il momento” conclude il presidente di Confindustria, “di trovare una soluzione immediata al problema con la messa in sicurezza delle acque anche attraverso la realizzazione della condotta sottomarina, al fine di salvaguardare un territorio ad alta vocazione turistica che trae il maggior profitto e la ricchezza dall’economia e dall’indotto del turismo”.

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