Metà stipendio dopo la stabilizzazione: il malumore degli addetti alle pulizie delle scuole

La protesta sotto la sede del Provveditorato di Lecce dei sindacati Felda e Fpl Uil: "Oltre 400 operatori saranno stabilizzati con contratto part-time". Polemica sulle graduatorie

In foto: la protesta davanti al Provveditorato.

LECCE – Stabilizzati sì, ma con metà stipendio. Il malumore degli addetti alle pulizie negli istituti scolastici sta montando di giorno in giorno al punto che i lavoratori, un centinaio in tutto, hanno organizzato una protesta sotto la sede del Provveditorato degli Studi di Lecce.

L'azione è stata anticipata dalla proclamazione dello stato d'agitazione del personale da parte di Felda (Federazione europea lavoratori dipendenti e autonomi) e Fpl Uil.

Il motivo del contendere? La procedura di stabilizzazione dei lavoratori impiegati negli appalti di pulizie degli  immobili scolastici.

Il ministero dell'Istruzione, infatti, dopo anni di affidamento alle ditte esterne, ha deciso di internalizzare il servizio, ovvero di occuparsene direttamente, assorbendo il personale già impiegato.

La procedura adottata dal Miur non convince però i sindacati che hanno denunciato “l'illegittima situazione” in cui verserebbero oggi gli operatori.

“Il decreto approvato dal governo dovrebbe garantire la stabilità occupazionale e il reddito a tutti i lavoratori del settore – spiega Dario Cagnazzo, responsabile di Felda -. La procedura approvata dal ministero, invece, prevede che più di 400 lavoratori su circa 700 nella nostra provincia, lavoreranno con un contratto part-time. Di conseguenza  si ritroveranno con uno stipendio dimezzato, pari a circa 500 ore mensili”.

Dalle graduatorie del personale idoneo risulta quindi che i primi dell'elenco (circa 240 persone) godranno del tempo pieno, lavorando 36 ore alle settimana; gli ultimi 400 classificati dovrebbero essere impiegati 18 ore alle settimana. Esattamente la metà tempo.

In più il sindacato ha sollevato anche polemiche sul punteggio relativo ai titoli di studio, assegnato nella formazione delle graduatorie.
 
“I lavoratori guadagneranno molto di meno di quanto hanno percepito con le cooperative che hanno garantito il servizio sino ad ora – precisa Cagnazzo -. Noi riteniamo che, anche se non ci fossero le condizioni per garantire il full-time a tutti, il monte ore complessivo dovrebbe essere distribuito in modo equo tra tutti gli operatori: sarebbe meglio assegnare 30 ore settimanali a tutti”.

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