Motopesca fermi nel porto e pescatori in sciopero. Nuovo blocco per controlli sulle reti

Protesta della marineria di Gallipoli per le norme stringenti della Comunità Europea. Timore per i controlli del pattugliatore in ricognizione per tre settimane nello Ionio. Comune e Federbalneari chiedono revisione della legge

l'incontro di oggi in Comune

GALLIPOLI – Salpa un nuovo sciopero e la contestuale protesta dei pescatori gallipolini, mentre restano alla fonda nel porto, a tempo indeterminato, i circa 40 pescherecci della marineria impegnati nella pesca a strascico per il timore di incorrere nelle pesanti sanzioni per l’utilizzo delle reti con maglie inferiori a 50 millimetri. Questa mattina nella città bella la nuova mobilitazione contro la normativa europea sulla grandezza delle maglie delle reti da pesca che si aggiunge alle criticità sempre più crescenti sulle norme, i ristori e il caro gasolio che attanagliano un’intera categoria. Sono oltre 150 i pescatori di Gallipoli che in queste ore stanno protestando e hanno addirittura dovuto fermare la loro attività per evitare multe salatissime. A largo dello Ionio, infatti, è arrivato nelle scorse ore un pattugliatore costiero con a bordo alcuni commissari europei che stanno effettuando controlli a raffica sui pescherecci comminando sanzioni salatissime per via della tipologia di reti utilizzate per la pesca, poiché non corrispondenti a quanto previsto dall’attuale normativa europea.

Il nodo della questione è, come detto, la dimensione delle maglie di queste reti “che penalizzano i pescherecci italiani nel mar Mediterraneo, popolato da specie di pesce azzurro la cui pezzatura è tale da sfuggire a maglie più larghe” lamentano i pescatori che hanno il timore fondato di cadere nell’altra “rete”, quella delle pesanti sanzioni amministrative, fino ad alcune decine di migliaia di euro, che vengono fatte durante i controlli e “che stanno mettendo in ginocchio il settore”. Una delegazione di pescatori è stata ricevuta questa mattina anche dal sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, e dal consigliere e presidente della commissione pesca, Cosimo Nazaro, che si sono attivati per affrontare la questione cercando un interlocuzione immediata con la capitaneria di porto, la Regione Puglia e gli europarlamentari del Salento. Anche Federbalneari, con il suo presidente Mauro Della Valle, ha espresso totale vicinanza e sostegno al comparto sul nodo delle normative europee e delle sanzioni per il mancato adeguamento delle attrezzature della pesca a strascico.

“Bisogna modificare assolutamente questa normativa europea che sta mettendo in serie difficoltà l’intero comparto ittico”, è l’appello partito in queste ore da Mauro Della Valle, “parliamo di leggi emanate da Bruxelles tarate sulla pesca atlantica, piuttosto che su quella mediterranea e che richiedono anche alle piccole imbarcazioni adempimenti burocratici da flotte oceaniche, come quelle del Nord Europa. Qui c’è a rischio la sopravvivenza dei pescatori salentini e pugliesi e pertanto, oltre ad esprimere ai pescatori la vicinanza di Federbalneari Salento, mi appello alle nostre istituzioni, affinché intervengano subito per porre rimedio a questa situazione e a supporto di un comparto che rischia di essere messo in ginocchio dalle norme comunitarie e dal regime di sanzioni”. Le motivazioni della mobilitazione e i timori della marineria sono alquanto chiari. “Nei giorni scorsi” spiega Lucio Chetta, uno dei componenti della delegazione gallipolina, “sono state elevate sanzioni fino a 15 e 20mila euro ai pescherecci impegnati nella loro attività lungo le coste calabresi e non possiamo permettere che lo stesso accada ai pescatori salentini. Qui si rischia di mandare sul lastrico centinaia di famiglie. Sappiamo che la nave effettuerà i controlli a largo dello Ionio per tre settimane e già da oggi tutti i pescherecci sono rimasti a terra per paura delle multe. Non possiamo permettercelo, le istituzioni devono aiutarci”.

Sul versante istituzionale il comune di Gallipoli e il sindaco Stefano Minerva sono stati tra i primi a sollecitare dei correttivi in corsa per impedire il collasso del settore ittico. Il primo cittadino di Gallipoli già il 6 febbraio scorso, e unico sindaco della provincia di Lecce, aveva sottoscritto un documento presso l'assessorato regionale dell'Agricoltura, pesca e turismo, retto da Leonardo Di Gioia, insieme ai colleghi di Barletta, Monopoli, Manfredonia, Mola di Bari, Molfetta, Margherita di Savoia e Bisceglie in cui si chiedeva già allora per il tramite del ministro all’Agricoltura e pesca, Gianmarco Centinaio, una “revisione urgente” del regolamento comunitario e della legge 154/16. “La città di Gallipoli pur nel rispetto dovuto alla legislazione comunitaria ed al successivo ruolo di controllo” commenta il sindaco e presidente della Provincia, “si schiera in modo convinto e deciso in favore dei nostri pescatori, atteso che ritiene fondate e motivate le loro ragioni. Non è possibile, infatti, utilizzare uno stesso metro di valutazione dalla Scandinavia al Mediterraneo, atteso che le tipologie di pescato sono non solo differenti ma diametralmente opposte. Per questo motivo, nulla quaestio su quanto concerne le norme di sicurezza e la taglia del prodotto pescato, ma sulla questione relativa alle misure delle reti, credo bisogna fare un'analisi approfondita della questione ed ascoltare le legittime richieste della nostra categoria ittica, che poi sono le stesse di quelle dell'intero territorio salentino e pugliese. “Per questo motivo” spiega ancora Minerva, “non ho fatto altro che esprimere ai pescatori della mia città la vicinanza dell'amministrazione comunale che oggi, come lo scorso febbraio, continua a chiedere una revisione del decreto legge 14/17, atteso che lo stesso non risulta essere compatibile con le esigenze economiche e lavorative della nostra marineria e che rischia di mettere in seria crisi un settore che per la nostra economia è invece vitale e di primaria importanza. Su questo la nostra posizione è chiara e netta” conclude il primo cittadino, “e continueremo a stare al fianco dei nostri pescatori per sostenere le loro legittime posizioni, cosa che stiamo già facendo contattando europarlamentari e rappresentanti di istituzioni che possano dare voce alle legittime aspettative della nostra categoria ittica”. 

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