Non solo Covid, pronto soccorso preso d’assalto. Medici e infermieri stremati

Situazione al collasso presso la struttura del “Vito Fazzi” di Lecce dove viene smistata la quasi totalità degli interventi del 118. Personale sotto pressione e norme di sicurezza a rischio. Denuncia anche del consigliere Manca

LECCE - Non c’è solo il picco dei contagi da tenere sotto stretta osservazione, ma il quadro generale della mole di lavoro che si addensa nei meandri del pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce è alquanto allarmante. Anche quella odierna una giornata campale. Nel vero senso della parola. Medici e infermieri impegnati in turni lunghissimi e massacranti non hanno il tempo di illustrare la situazione. Il via vai di ambulanze e pazienti “sbarellati” è senza limite di continuità. Anche oggi un calvario. Allucinante. Una situazione allo stremo delle forze, prefigurabile solo osservando il numero spropositato di ambulanze del servizio del 118, e non solo, che arrivano e stazionano all’ingresso del pronto soccorso.

Non un fatto straordinario o episodico, ma la “insostenibile quotidianità” lamentano a denti stretti gli operatori sanitari dell’ospedale leccese. Ed è accaduto anche oggi: triage a go go, ambulanze a flusso continuo e in aspettativa e con soli tre medici, pochi infermieri e altrettanti oss a reggere l’urto. Una situazione al collasso che vede il personale visibilmente provato da turni di lavoro massacrati, diversi operatori del 118 in fila all’ingresso e in attesa di fare rientro, con  medici già oberati all’inverosimile, atti a prestare assistenza oltre le rituali mansioni. In una situazione così complessa e inverosimile anche garantire i livelli di assistenza primaria e anche il distanziamento anticontagio imposto dalle norme, o garantire le minime misure di sicurezza, diventa una vera chimera. E cresce la rabbia, l’esasperazione e l’insostenibilità della situazione tra chi deve operare sul campo per curare e salvare vite umane.  

L’annunciata riapertura sulla carta della piena attività dell’ospedale di base di Copertino, nella realtà ancora bloccato nell’operatività di pronto soccorso e reparti, superata la fase post-Covid, contribuisce ancora oggi ad ingolfare e a stremare il servizio sanitario del pronto soccorso del Fazzi dove continuano ad essere convogliate ed accentrate le destinazioni delle ambulanze soprattutto del 118 o dei casi che solo per la presenza di pazienti con febbre arrivano diretti Lecce come casi sospetti di possibile sintomatologia da Covid.

Di quanto sia grave la precaria situazione organizzativa presso la struttura del pronto soccorso, nonostante l’impagabile lavoro del personale medico e sanitario in servizio giornalmente, è stato testimone diretto anche il consigliere regionale e medico, Luigi Manca, che si è recato presso l’ospedale per accompagnare un  suo congiunto. “Il divario fra i roboanti annunci del nostro presidente-assessore alla Sanità e la realtà delle condizioni nelle quali i nostri medici, infermieri e operatori sanitari sono costretti a lavorare è abnorme” il commento del consigliere, “mentre aspettavo il mio turno, accudendo personalmente il mio parente, ho visto colleghi provati da turni di lavoro massacrati, diversi operatori del 118 in fila all’ingresso in attesa che i medici del pronto soccorso, già oberati all’inverosimile di lavoro, prestassero assistenza. Alcuni pazienti, su quelle lettighe, sono rimasti così per ore. In una stanza quattro barelle di pazienti in barba a tutti i distanziometri, misure di sicurezza e mi sono anche chiesto fra me e me: ma come, imponiamo la sanificazione per ogni cliente ai parrucchieri-barbieri ed estetisti e qui come la fanno?”

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Quindi anche agli occhi di un addetto ai lavori della sanità la questione esplosiva del pronto soccorso del Fazzi si è manifestata in tutta la sua cruda realtà: allo stremo. E se come lamentano gli stessi operatori per molti di essi non è stato fatto neppure un tampone per garantire la loro sicurezza, ma anche per la sicurezza di coloro che arrivano al pronto soccorso con problematiche diverse e potrebbero ritrovarsi contagiati dal Covid, appare chiaro che quella del pronto soccorso del Fazzi è un’emergenza cronica sulla quale bisogna intervenire senza più indugi.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ritrovato senza vita il corpo del sub: si era immerso per una battuta di pesca

  • Incidente sul lavoro, muore a 35 anni schiacciato da una macchina saldatrice

  • Con una molletta da bucato si "liberava" della droga: scoperto e arrestato

  • Cerca di riparare l’antenna in casa dei suoceri, poi precipita dal tetto: muore un 60enne

  • In primavera tornano le formiche: come combattere l'invasione in casa

  • Orrore in casa: tenta di dare fuoco alla moglie con liquido infiammabile

Torna su
LeccePrima è in caricamento