Ordine avvocati, decreto su ineleggibilità per chi ha svolto il doppio mandato

La decisione del Governo, in linea alla sentenza della Corte di Cassazione di dicembre. A Lecce, tra i consiglieri “fuori dai giochi”, la presidente del Foro Altavilla e il vice Fatano

Il tribunale penale di Lecce.

LECCE - Sono ineleggibili gli avvocati che abbiano svolto nei Consigli dell’Ordini forensi due mandati consecutivi, anche quelli iniziati prima dell’entrata in vigore della legge n. 247, del 31 dicembre 2012. Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, nel decreto-legge con il quale ha introdotto misure urgenti e indifferibili per assicurare condizioni di ordinato rinnovo dei consigli degli ordini circondariali forensi scaduti il 31 dicembre 2018.

Con le disposizioni introdotte, finalizzate a sciogliere ogni dubbio sulla questione, si è confermato quanto già aveva stabilito, lo scorso dicembre, la Corte di Cassazione, a sezioni unite, nella sentenza emessa nei riguardi dell’Ordine di Agrigento. Quanto alla possibilità di ricandidarsi, valgono le disposizioni nella legge numero 113 del 12 luglio 2017: deve trascorrere un numero di anni uguale a quelli della durata del precedente mandato. Il decreto taglia così dalla competizione alcuni dei componenti dell’attuale Consiglio dell’Ordine che avevano presentato la loro candidatura prima del pronunciamento della Cassazione, come la presidente Roberta Altavilla e il vice Raffaele Fatano. Proprio ieri il Consiglio, venuto a conoscenza di due emendamenti contrapposti, prima, e della decisione che a breve sarebbe stata presa dal Governo per chiarire ogni dubbio sull’interpretazione della legge, aveva annullato la data delle elezioni, fissate per il 17 e il 18 gennaio.  La data delle elezioni sarà decisa dal Consiglio tra dieci giorni.

Nella nota, inoltre, la presidente aveva spiegato: “In un clima di incertezza normativa e accogliendo la richiesta di numerosi colleghi, abbiamo ritenuto di differire a data da destinarsi le elezioni in attesa che il decreto sciolga ogni dubbio. Non si può infatti votare con il timore di ricorsi elettorali che turberebbero la  serenità del Foro, divenendo così ostacolo per il regolare svolgimento delle attività del Consiglio. Anche altri Consigli hanno rinviato le  elezioni per le medesime ragioni”.
 

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