L’Ordine dei medici saluta il nuovo rettore. Zoom sulla facoltà di Chirurgia

Il presidente della categoria dei medici, Donato De Giorgi, ha inviato i propri auguri a Fabio Pollice, chiedendo un incontro a breve per discutere di una sintesi fra gli atenei di Lecce e Bari

Foto di repertorio.

LECCE – Anche l’Ordine dei medici di Lecce invia gli auguri per il prestigioso incarico al nuovo rettore dell’ateneo salentino, Fabio Pollice. E si ritorna a parlare della facoltà di Medicina. “L’Università non può essere chiusa in se stessa: sarebbe un ossimoro etimologico. Pochi valori come la cultura e la ricerca devono essere nel pensiero moderno un vantaggio per tutti, veri protagonisti del progresso ed emancipazione di un territorio. Solo la sinergia tra le istituzioni le riporta vicine ai bisogni del cittadino. L’Università deve essere strettamente connessa al territorio, non solo nel formidabile ruolo didattico, ma anche di intercettare le istanze innovative e scientifiche, non solamente cogliendo, ma anche interpretando e soprattutto determinando i mutamenti”, scrive in una nota Donato De Giorgi, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Lecce.

“La comunità medica salentina ha intrapreso una battaglia perché a Lecce sia istituito un Corso di laurea in Medicina e Chirurgia. Profondamente convinti delle motivazioni e non abituati ad arrenderci senza aver lottato a fondo, siamo pronti a riproporre con maggiore forza, il progetto, convinti che il nuovo Magnifico Rettore e la nuova governance universitaria, che ci auguriamo di incontrare quanto prima, sapranno cogliere, nel nuovo spirito di inclusione istanze e progettualità coraggiose”, prosegue in una nota il portavoce della categoria.  “Appare assurdo bizantinismo pensare che un corso di Medicina abbia più probabilità di nascere in assenza di una sede universitaria, piuttosto che con un’interazione e una sintesi di sforzi tra due atenei (Bari e Lecce), che pure ha dato grandi risultati”.

Lo zoom è poi rivolto alla mancate risorse finanziarie e alle ombre gettate dalla minaccia  dell’autonomia regionale differenziata. Ma rispetto a questo argomento come non sottolineare il criterio valutativo finale più rilevante, rappresentato dal numero di studenti iscritti rispetto a quelli preventivati? Ma nella attuale normativa si può immaginare che questo criterio non possa essere soddisfatto in maniera ottimale per un corso di studi di Medicina, soprattutto in un momento in cui è minacciato il crollo del Ssn anche per la carenza critica di Medici e lo storico disagio di una migrazione culturale che ci ha da sempre impoverito e marginalizzato? Da considerare che la ASL ha già dichiarato il suo impegno importante e strutturale e non ci risulta alcun ripensamento. Sicuramente altri enti (Comune, Provincia e Regione) sono chiamati ad un impegno più stringente di quanto non abbiano fatto sin’ora e il nostro stesso Ordine professionale è pronto a spendersi, per la sua parte e il suo ruolo”, scrivono dall’Ordine dei medici del Salento.

“Naturalmente non si può pensare che se la cultura e la ricerca sono il futuro, queste non abbiano però futuro solo per considerazioni economiche-amministrative o di garanzia di interessi o aspettative consolidate. E’ necessario infatti essere dei razionali visionari: l’opportunità per il nostro territorio di avere un corso di Laurea in Medicina è irripetibile occasione per guardare oltre l’effimera attrazione della nostra terra, affrontando su nuove basi e strumenti le nuove sfide che si profilano. E’ la possibilità di offrire al Salento, unico contesto territoriale in Italia di 1.7000.000 abitanti senza un corso di laurea in Medicina, la possibilità di riallacciare un link formidabile con l’Europa e la comunità medica internazionale, nelle sue declinazioni più tecnologiche, inclusive e multidisciplinari (ingegneristica, biologia, nanotecnologie, ecc)”.

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