Disseccamento rapido, le 13 proposte del comitato “Popolo degli ulivi”

Tra le priorità: censimento dei tagli per evitare speculazioni future e fine della black list, così come della quarantena

Foto di repertorio.

LECCE – Sulla questione, incandescente, del problema del disseccamento degli alberi salentini, il comitato “Il popolo degli ulivi” - oggi impegnato a Roma nella manifestazione nazionale contro le grandi opere - interviene con un elenco di proposte. Tredici i punti programmatici avanzati dall’organizzazione salentina che, sin dagli albori della vicenda, si è esposta a difesa e tutela del paesaggio. Il loro indice è stato da subito puntato contro quegli strumenti normativi intrapresi nel corso degli anni, come il decreto “Martina”, per citarne uno, che costituirebbero una minaccia per il patrimonio olivicolo, con estirpazioni indiscriminate e reimpianti delle due cultivar ritenute resistenti al batterio Xylella.

Il sospetto che ha sempre mosso le iniziative del comitato “Popolo degli ulivi” è sempre quello delle richieste milionarie alla Comunità europea, dietro le quali si nasconderebbe un preciso disegno di riconversione agricola. Di contro, la denuncia è anche quella di non aver tenuto conto delle evidenze scaturite da diverse sperimentazioni, alcune delle quali finanziate dalla stessa Regione Puglia e di quelle buone pratiche ideate dai contadini del luogo che hanno dato fino ad oggi anche diversi risultati positivi.

I componenti del comitato chiedono ora, dopo sei anni, la fine di uno stato di emergenza e quarantena. Tra i punti elencati l’allargamento della ricerca a 360 gradi, analizzando tutti qui fattori he hanno causato il disseccamento rapido. Si appellano anche allo stop definito di analisi “visive” per esprimere sentenze sulla presenza del batterio. E, ancora, la loro richiesta passa inevitabilmente dalla pubblicazione di un protocollo da seguire durante i campionamenti, troppo spesso eseguiti in assenza di precauzioni e la pubblicazione dei risultati di tutte le analisi.  Hanno a cuore anche la possibilità per i proprietari di effettuare delle controanalisi e vorrebbero che fossero contemplate le erogazioni di sostegni a chi si assume il compito di curare le proprie piante. “Valorizzare i consorzi di produttori, non la grande distribuzione”.

Tra le priorità elencate nella sorta di vademecum, il "Popolo degli ulivi" solleva anche quella di sostenere i proprietari di olivi secolari e la definitiva eliminazione di fitofarmaci. Oltre ai fitofarmaci, però, sono del parre che bisognerebbe abbandonare gli espianti come mezzo di contrasto al batterio. “Ad oggi, nessuna evidenza scientifica ha dimostrato che il disseccamenti sia causato dal ceppo salentino di Xylella fastidiosa”, affermano. Nella lista delle soluzioni future proposte, lo sblocco della “black list” delle 500 tipologie di piante ospiti del batterio. Propongono anche l’inserimento del ceppo salentino del batterio nella lista dei potenziali patogeni di non comprovata patogenicità. Infine, il censimento dei terreni e delle piante interessate dai tagli, per quantificare il danno al patrimonio storico, culturale e ambientale di questa terra. E accertare che non vi siano speculazioni di tipo edile o energetico in futuro.

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