A caccia di idee per destagionalizzare, firmando la pace con la Soprintendenza

"Basta muro contro muro". I balneari verso nuove strategie per il mantenimento tutto l'anno. Se n'è discusso in un incontro a Porto Cesareo

PORTO CESAREO – Destagionalizzare. Verbo di recente introduzione nei dizionari, che si aggancia a un'idea di turismo per 365 giorni l'anno. Ma concetto ancora non del tutto chiaro, nel Salento. Eppure, gli esempi non mancano. E li fa Pier Luigi Portaluri, ordinario di diritto amministrativo presso l’Università del Salento e avvocato amministrativista.

Ovvero, se l'obiettivo è arrivare a contemperare il mantenimento tutto l’anno delle strutture balneari con progetti intelligenti che traccino la via di una reale destagionalizzazione, la base di partenza non puà che essere una: “Strutture architettonicamente pregevoli e poco impattanti”. Perché in mezzo al mare, c’è sempre lo scoglio della Soprintendenza, che in materia paesaggistica ha l’ultima parola. E così, occorre, in primis, “un adeguato progetto di gestione invernale dell’attività”. Piccola ristorazione o scuole nautiche sono alcune delle idee sul banco. “Il punto cruciale sarà la dimostrazione di volere concretamente la destagionalizzazione, il che comporta, chioschi aperti, stipulazione di appositi contratti di lavoro, emissione di scontrini”. 

Venerdì scorso, a Porto Cesareo, presso la sala riunioni della biblioteca comunale, s’è svolto un confronto con la categoria degli imprenditori balneari. A organizzarlo, l’assessore comunale al Demanio, Pasquale De Monte. E importante è stato l’apporto di Portaluri, designato da Federbalneari in qualità di proprio consulente giuridico presso il tavolo tecnico ministeriale che dovrà discutere della Bolkestein.  

“Mantenimento e destagionalizzazione – ha detto il docente e amministrativista - sono un binomio che è foriero di equivoci. Anche l’equilibrata e saggia giurisprudenza del Consiglio di Stato sottolinea la necessità di valutare caso per caso l’impatto paesaggistico delle strutture balneari”. “Il consiglio dunque – ha proseguito - è di iniziare un percorso di destagionalizzazione vera, non solo dichiarata, partendo da proposte che riguardino effettive e reali aperture invernali e attività che comportino introiti e posti di lavoro”.

Fondamentale, per raggiungere l’obiettivo, è mettere fine all’eterno braccio di ferro con la Soprintendenza. “Si deve assolutamente evitare la contrapposizione con un ente che rappresenta lo Stato e che è preposto alla tutela di un interesse primario, come il paesaggio”, ha spiegato Portaluri, esortando alla collaborazione e al dialogo. Aggiungendo: “Il nodo venuto al pettine negli ultimi tempi è l’oggetto stesso della concessione, ossia il fatto che questi imprenditori sono concessionari di un’attività che si svolge su un bene pubblico, non del bene stesso: per cui, nei periodi in cui non si svolge quell’attività, cesserebbe anche il diritto di occupare l’area demaniale”. Ecco perché servono progetti seri e ben realizzati per arrivare alla destagionalizzazione. 

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Prendendo poi parola, il presidente di Federbalneari, Mauro Della Valle, ha detto: “Porto Cesareo ha una splendida area marina protetta che lo rende uno dei posti più belli al mondo. Le spiagge e il mare hanno un panorama mozzafiato. Per questo, anche per questo, c’è un’attenzione maggiore in tema di rispetto dell’habitat. Capisco che in alcuni casi possa sembrare eccessivo, ma, pur chiedendo con forza regole più chiare e certe, dobbiamo anche vedere tutto questo come uno stimolo a fare meglio senza danneggiare il territorio circostante”. “Del resto – ha concluso Della Valle – il muro contro muro potrebbe seriamente trovarci perdenti”. 

Anche il presidente di Federbalneari ha quindi esortato a tentare la strada della concertazione. “Il caso per caso indicato più volte dal nostro consulente Portaluri e dall’intero collegio legale, rappresentato anche dagli avvocati Leonardo Maruotti e Francesco Romano, significa aprire un confronto con la Soprintendenza. Il tentativo dovrà essere quello di sedersi e costruire insieme un modello di struttura ideale che possa fare da modello-pilota. Noi viviamo del paesaggio. Esso è la nostra fonte di risorsa. Noi vendiamo i profumi e i colori che circondano le nostre imprese. Non abbiamo alcun interesse a distruggerlo. Anzi, tutelarlo e preservarlo è la nostra priorità”. 

“Se riusciamo a dimostrare la volontà di agire insieme, e non contro – ha concluso Della Valle -, le istituzione cui spetta il compito di difesa del demanio marittimo, sono certo che sapremo migliorarci tutti. Ho detto e ripetuto tantissime volte: lo scontro, su questi fronti, non paga mai”.

L’assessore municipale Pasquale De Monte, infine, ha illustrato le idee dell’amministrazione cesarina per tentare di risolvere le problematiche che arrecano maggior disagio, dai collegamenti, all’illuminazione, alla raccolta della posidonia e della mucillagine. Il suggerimento è stato quello di dotarsi di un’autorizzazione preventiva alla rimozione, nullaosta che è possibile ottenere gratuitamente supportandola con una relazione di un biologo che individui un sito di deposito temporaneo.

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