Prato inglese e cordoli per il fossato, Italia Nostra chiede la rimozione

Si riaccende la questione dei lavori di sistemazione del fossato del castello di Otranto e il sodalizio ambientalista scrive a Cariddi e alla Soprintendenza. Il sindaco aveva già chiarito: “Opere non ancora terminate, giudicate alla fine”

OTRANTO - Prato inglese e cordoli bianchi di delimitazione in pietra di Apricena ancora ben visibili nei lavori di sistemazione del caratteristico fossato del castello di Otranto, tornano alla ribalta polemiche e dissensi per le opere di riqualificazione in via di ultimazione. Già alla fine dell’estate appena trascorsa non si erano risparmiate critiche e considerazioni non del tutto in sintonia con le scelte progettuali, palesate anche sulle piattaforme social, ma già in quell’occasione il sindaco idruntino Pierpaolo Cariddi aveva avuto modo di stemperare gli allarmismi rimandando ogni sorta di valutazione estetica alla conclusione dei lavori in fase di esecuzione.

Ora la questione torma in auge su sollecitazione anche della sezione Sud Salento del sodalizio ambientalista di Italia Nostra che, a seguito di un recente sopralluogo presso il castello, con il suo coordinatore provinciale, Marcello Seclì, ha avuto modo di riversare all’attenzione dell’amministrazione comunale e della responsabile della Soprintendenza per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, Maria Piccareta, le proprie considerazioni e richieste inerenti gli interventi di sistemazione del fossato. Una questione che visti gli ultimi sviluppi anche sul nodo del progetto e sullo smontaggio dei pontili dell’approdo turistico del porto, potrebbe portare ad un nuovo raffronto tra le due istituzioni.

“Abbiamo effettuato in questi giorni un sopralluogo a ridosso del castello di Otranto e preso in esame la soluzione che è stata adottata per la sistemazione del pavimento del fossato perimetrale al castello stesso” scrive il presidente di Italia Nostra, “e nello specifico sono state analizzate le superfici perimetrate con cordoli di marmo bianco, o pietra similare, e la collocazione del prato inglese, che non sembra abbia alcun riferimento con situazioni preesistenti, che determinano un rapporto stridente con le pareti storiche e con la natura dei luoghi. Inoltre è doveroso evidenziare” incalza Marcello Seclì, “che tale scelta, oltre ad aver comportato un congruo impegno economico, determinerà un rilevante impegno finanziario a carico del Comune per le spese di manutenzione ed un consistente sperpero di risorse idriche che non trovano alcuna giustificazione storica, estetica e funzionale”.

Le valutazioni critiche di Italia Nostra riprendono per molti versi anche quelle già manifestate nei mesi scorsi dai cittadini di Otranto e dei paese vicini e che hanno alimentato il dibattito sui social network. La soluzione progettuale secondo Marcello Seclì non consentirà inoltre di “visionare il fossato del castello senza alcuna interferenza e di utilizzarlo nella sua interezza per iniziative culturali, per spettacoli o altre attività che risulteranno compatibili con i luoghi”. Per questo nel valutare che i lavori non sono comunque ancora ultimati, Italia Nostra con la sua lettera formale ha chiesto al sindaco Cariddi e alla soprintendente Piccareta, ognuno per le proprie competenze, di “voler adottare i necessari provvedimenti, magari una variante in corso d’opera, per effettuare la rimozione del prato inglese e la rimozione dei cordoli che lo perimetrano, lasciando così l’intera superficie del fossato a nudo senza alcuna interferenza”.

Sulla natura del progetto del fossato e sulle soluzioni adottate per i lavori di riqualificazione il sindaco Pierpaolo Cariddi, già alla fine di settembre, aveva chiarito che i timori e gli allarmismi lanciati sulle piattaforme social, potevano considerasi infondati, in quanto in particolare per quanto concerne il cordolo lo stesso “sarà mascherato totalmente dalla terra consolidata che deve ancora essere sistemata tra le due sponde del fossato e quindi lo stesso sarà del tutto invisibile a lavori ultimati”. Per questo per l’amministrazione comunale l’essenza del progetto di sistemazione non potrà che essere giudicato solo alla fine degli interventi che una volta completati consentiranno di realizzare una vera e propria passeggiata che da Porta Terra raggiungerà l’area del porto con zone destinate anche allo svolgimento di eventi e spettacoli.

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