Prescrizione e Davigo, camera penale di traverso. Diserterà anno giudiziario

L'associazione degli avvocati ritiene che sia troppo limitato il tempo per rappresentare le proprie posizioni. E scatta la protesta

LECCE - Di traverso contro la “Legge Bonafede” sulla cancellazione della prescrizione e, di riflesso, anche verso le esternazioni del magistrato Piercamillo Davigo, presidente della II Sezione penale della Cassazione e membro togato del Consiglio superiore della magistratura che in varie occasioni ha espresso la propria contrarietà a un istituto che, a suo dire, andrebbe abolito. 

La giunta della camera penale “Francesco Salvi” di Lecce ha quindi deciso di disertare l’inaugurazione dell’anno giudiziario di domani, dopo l’assemblea che s’è svolta oggi. Lamentando, fra l’altro, ed è il primo punto del comunicato con cui i penalisti dell’associazione annunciano il loro rinuncia a presentarsi in viale MIchele De Pietro, che “lo spazio che si è inteso riservare all’avvocatura è limitatissimo”. Quanto alle affermazioni del magistrato, rilasciate nel tempo nel corso di varie interviste, sono ritenute dalla camera penale “deprecabili” e “costantemente protese a mortificare la funzione difensiva”. Parole, quelle di Davigo, “da ritenere ancor più gravi perché proferite da un componente del Consiglio superiore della magistratura, il quale, tuttavia, non ha inteso stigmatizzare le sue inaccettabili esternazioni”.

Che Davigo rappresenti da tempo opinioni contrarie alla prescrizione, è ben noto, ricordando anche lo svolgimento del processo in altre nazioni, a partire dagli Stati Uniti. Di recente, ha però sostenuto che spesso i ritardi dei processi siano frutto di escamotage degli avvocati, che ne otterrebbero anche guadagni maggiori. E ha avanzato l’idea che siano proprio i legali pagare in solido nel caso in caso di respingimento dei ricorsi.

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Queste e altre affermazioni hanno spinto i legali leccesi a solidarizzare con i colleghi milanesi, che nei giorni scorsi, come segno di clamorosa protesta, avevano chiesto (invano, ma era ovvio) che il magistrato non partecipasse all’inaugurazione dell’anno giudiziario. E così, saranno propio loro, domani, a non partecipare all’inaugurazione leccese “non potendo disporre di un tempo adeguato per rappresentare le proprie posizioni critiche”. Una forma di protesta “contro il Governo e il Consiglio superiore della magistratura”. Lunedì 3 febbraio, presso l’auletta Avvocati del Palazzo di Giustizia, si terrà anche una conferenza stampa per “rappresentare ai cittadini le gravissime condizioni in cui versa il processo penale”.

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