Presidio nel porto, avviso al M5S: "A casa chi non mantiene le promesse"

Attivisti di Lecce e Brindisi al varco di Costa Morena. A poche centinaia di metri dall'Adhemar de Saint Venant, pronta a salpare verso la costa di San Foca

La nave in attesa del via libera.

BRINDISI – “Coloro che adesso sono al governo ci avevano promesso di bloccare l’opera. Se non lo faranno, visto che le promesse vanno mantenute, dovranno dimettersi”. Il messaggio indirizzato ai parlamentari e agli esponenti del governo del M5S da parte degli attivisti No Tap  è chiaro: nel primo pomeriggio si sono ritrovati davanti al varco di Costa Morena, nel porto di Brindisi, per protestare contro la ripresa dei lavori nel cantiere di San Foca, marina di Melendugno, punto di approdo scelto per il gasdotto che parte dall’Arzebaijan.

Alcune decine di persone, perlopiù provenienti dalla provincia di Lecce, hanno aderito al sit in organizzato dal movimento No Tap di Brindisi, rappresentato da Roberto Aprile, con il sostegno del Movimento Tap di Lecce, presente tra gli altri con il portavoce Gianluca Maggiore. Davanti a un dispositivo di sicurezza nutrito, i manifestanti hanno esposto striscioni e scandito cori, in un clima di distensione, a poche centinata di metri dalla nave Adhemar de Saint Venant che avrà il compito di fissare sul fondale di San Foca le paratie necessarie a impedire la dispersione verso la costa del sedimento marino mosso dalla talpa meccanica che dovrà realizzare il tunnel dal cantiere di San Basilio all'exit point individuato a circa 800 metri dalla linea della battigia.

NoTapcostamorena-3“La nave – afferma Gianluca Maggiore – dovrà costruire un palancolato di oltre 200 metri di fronte alla spiaggia di San Basilio. Per una grossa porzione, lo specchio d’acqua antistante alla spiaggia sarà interdetto ai lavori e questo palancolato rimarrà visibile fino alla fine dei lavori”. Con questa manifestazione i No Tap sono tornati sulle barricate, dopo un periodo di quiete estiva segnato dall’interruzione dei cantieri. Ma nelle prossime ore, con ogni probabilità, arriveranno novità importanti sul futuro del progetto. A Roma, infatti, alle 19, il premier Giuseppe Conte incontrerà i parlamentari e i consiglieri regionali pugliesi del Movimento Cinque stelle, oltre al sindaco di Melendugno, Marco Potì, per comunicazioni sul gasdotto.

Il video: le dichiarazioni di Maggiore e Aprile

“Per sette anni – dichiara ancora Maggiore – non abbiamo avuto l’appoggio del governo e il fatto di non avere neanche l’appoggio di questo governo non cambia nulla. Noi comunque continueremo la nostra protesta in maniera pacifica”. La differenza rispetto al passato, però, è che di questo esecutivo fanno parte degli esponenti del Movimento 5 stelle che in campagna elettorale si erano schierati contro la realizzazione dell’opera. Per questo, conclude Maggiore, questi dovranno dimettersi, nel caso in cui le promesse elettorali non verranno mantenute.

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