Protesta degli operatori del mercato: ingresso della città bloccato per un'ora

Con i loro mezzi alcuni ambulanti hanno congestionato il traffico attorno a piazza del Bastione. Lamentano un aumento della tassa. Sullo sfondo una morosità accumulata lungo gli anni

Una foto della protesta.

LECCE - Traffico temporaneamente congestionato all'ingresso nord di Lecce a causa della protesta di un gruppo di commercianti ambulanti del mercato bisettimanale. Percorrendo su e giù a velocità molto ridotta il tratto tra le due rotatorie all'inizio della strada statale per Brindisi, i manifestanti hanno quasi paralizzato il flusso veicolare tra le 8,30 circa e le 9,15, mentre gli agenti di polizia locale hanno fatto il possibile per gestire la situazione.

La protesta è scattata dopo la notifica, da parte della Dogre (società concessionaria) del bollettino trimestrale che comprende la tassa per l'occupazione di suolo pubblico (incrementata in ragione della manovra per evitare il dissesto) e quella per la raccolta dei rifiuti: l'aumento dell'importo ha innescato la reazione degli operatori. La questione si collega a un problema più generale: nel corso di molti anni è stata accumulata una morosità per circa 775mila euro alla quale, pena la perdita della licenza, gli ambulanti devono far fronte con un piano di rientro rateizzato. Su questo tema c'è già stato un confronto con l'assessore ai Tributi, Cristian Gnoni, che anche questa mattina si è recato presso la sede del mercato, in via Bari, per ascoltare le ragioni degli espositori, insieme ai colleghi di giunta Paolo Foresio (Attività Produttive) e Sergio Signore (Polizia Locale).

Già l'amministrazione Perrone, che nel marzo del 2015 portò a termine tra le proteste il trasferimento del mercato da viale Giovanni Paolo II, aveva proposto un piano di rientro dal debito, ma in molti, dopo aver versato le prime rate per evitare il procedimento di revoca della licenza, avevano smesso di farlo. Ci sono poi altri nodi da sciogliere intorno all'area mercatale, per esempio riguardo al l'abusivismo e alla sucurezza. Una idea alla quale si sta lavorando, per verificarne la fattibilità, prevede la perimetrazione dello spazio espositivo e il pagamento del tributo volta in volta.

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