Puglia, crescita lenta: nel Salento dieci nuovi casi, tre i decessi

Su 956 test, riporta il bollettino, sono risultati positivi 91. Le vittime avevano 97, 93 e 86 anni. Il dipartimento di Prevenzione della Asl ha effettuato mille e 500 tamponi dall'inizio dell'epidemia

Il Dea di Lecce.

LECCE - Sono stati 91 gli esiti positivi su 956 tamponi processati in Puglia nelle ultime 24 ore. Il trend sembra ancora una volta confermare un andamento mediamente costante, tanto che Luigi Lopalco, epidemiologo a capo della task force per l'emergenza Covid-19, ha fatto riferimento alla fase di "plateau", quella che segue il picco e precede la decrescita della curva. I casi totali sono mille e 803, quelli attuali mille e 654. 

Dei nuovi casi accertati 10 si riferiscono alla provincia di Lecce (totale 303), dove si registrano anche i decessi di tre pazienti (di 97, 93 e 86 anni) che si associano ai 16 nel resto della regione (totale 110). Le guarigioni sono ora diventate 39. Stabile il numero dei pazienti in terapia intensiva (anzi, da 106 si passa a 105 ma bisogna tener conto dei decessi). I pugliesi in isolamento a casa sono 940, con 51 unità rispetto a ieri. 

L'età mediana delle persone il cui contagio è accertato resta di 58 anni, mentre continua ad aumentare la percentuale delle donne colpite, pari al 45 percento: si riduce ancora la forbice rispetto al sesso maschile. I 19 decessi registrati oggi porta il tasso di letalità al 6,1 percento. Su mille 123 casi il 13,6 percento presenta è associato un quadro clinico severo, il 10,8 a una situazione critica. La quota restante di popolazione con infezione si riparte tra sintomatologia lieve (32,9), scarsi sintomi (24,9) e nessun sintomo palese (17,9).

La situazione al Fazzi e al Dea

Per quanto riguarda lo spaccato ospedaliero in provincia di Lecce, i pazienti ricoverati al "Vito Fazzi" in terapia intensiva sono undici. Nel reparto di Malattie Infettive ce ne sono 16, mentre presso lo stesso reparto del Dea ne sono ricoverati 20 ( i dati sono aggiornati alla mattinata di oggi). 

Isolamento: 4mila dall'inizio dell'epidemia

Dal direttore del dipartimento di Prevenzione della Asl di Lecce sono stati comunicati dati molto utili a "pesare" l'impatto dell'epidemia nel Salento. La sorveglianza sanitaria, che coinvolge anche coloro che sono rientrati dall'estero e dalle altre regioni italiane, ha investito 4mila persone dall'inizio dell'epidemia: attualmente l'isolamento obbligatorio riguarda ancora mille e 110 cittadini.

La distribuzione territoriale, ha spiegato il direttore, "vede prevalere il Nord Salento ed in particolare la città di Lecce, per la presenza di cluster all’interno del nuovo e vecchio Fazzi, oltre che dell’ospedale di Copertino e dell’Rsa di Soleto. Nell’area sud-salentina, l’unico cluster si è verificato a Gallipoli, sempre in ambiente ospedaliero". Mille e 500 sono stati i tamponi effettuati su tutto il territorio da cinque squadre di operatori del dipartimento: 300 sono quelli risultati positivi. 

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Il dipartimento di Prevenzione è operativo, sul fronte emergenza coronavirus, dal 15 gennaio, per fornire informazioni ai cittadini e ai medici di base, ma anche per supportare il 118. 

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