Pulizia delle spiagge con mezzi meccanici. Il Tar sospende divieti a Otranto

I giudici del tribunale amministrativo hanno sospeso l’efficacia delle diffide di Comune e capitaneria a carico di un imprenditore per l’uso di mezzi cingolati per la pulizia e movimentazione della sabbia. “Prescrizioni non estendibili ai mezzi gommati"

OTRANTO - La pulizia delle spiagge, o anche la movimentazione della sabbia e le operazioni di dragaggio delle biomasse vegetali piaggiate, possono essere effettuate, per ora, anche con l’utilizzo di mezzi meccanici cingolati in gomma in quanto le prescrizioni contemplate nell’ordinanza balneare, dalle linee guida del’Arpa e dalle diffide di Comuni e capitaneria di porto vanno riferite solo ai mezzi cingolati in metallo. Questa una prima chiave di letture fornita dai giudici della prima sezione del Tar di Lecce che con una recente ordinanza hanno accolto la richiesta di sospensiva, nell’ambito del ricorso presentato dalla ditta Marrocco, per annullare l’efficacia delle diffide a non utilizzare mezzi meccanici cingolati sulle spiagge e i relativi atti di contestazione della presunta violazione.

L’imprenditore tramite i propri legali, Leonardo Maruotti e Francesco Romano, aveva infatti impugnato i provvedimenti emessi dall’ufficio circondariale della capitaneria di porto e del Comune di Otranto, che già nel maggio scorso avevano imposto alla ditta di non utilizzare i mezzi cingolati per la pulizia sull’arenile del versante adriatico. Il tutto pur utilizzando mezzi gommati e non cingoli in acciaio. Tale divieto di fatto avrebbe impedito tutte le operazioni sulle spiagge libere e in concessione e avrebbe reso impossibile la pulizia stessa dei tratti del litorale come avviene da molti anni. Il Tar ha deciso di concedere la sospensiva temporanea dei provvedimenti (l’udienza di merito è stata fissata al 12 febbraio del 2020) anche in considerazione del fatto che “non risulta valutata concretamente l’idoneità dei mezzi utilizzati rispetto alle prescrizioni regionali”. Già in precedenza con una recente sentenza, tra l’altro, i giudici amministrativi riconoscendo che l’ordinanza balneare 2019 della Regione Puglia pone il divieto di utilizzare mezzi con cingoli in metallo sulle aree demaniali marittime e sugli arenili, valutava anche nel sommario esame proprio della fase cautelare, che  “tale noma non sembra possa interpretarsi nel senso di estendere il divieto anche ai mezzi cingolati in gomma”. Se dovesse invece passare il principio contenuto nelle diffide e dell’avvio di procedimenti di contestazioni delle infrazioni secondo i legali dell’imprenditore che proposto il ricorso, questo equivarrebbe a definire che  secondo la Regione, la capitaneria di porto e l’Arpa non sarebbe più ammesso l’utilizzo anche dei mezzi cingolati gommati (da sempre consentiti) su tutta l’area demaniale.

“Tale divieto di fatto avrebbe causato un enorme problema in tutta la regione poiché, se fosse stata accolta la tesi delle amministrazioni, sarebbe stato impossibile assicurare ai turisti ed ai residenti la pulizia delle spiagge poiché gli unici mezzi utilizzati e utilizzabili per effettuare le operazioni di pulizia della spiaggia sono proprio quelli che le amministrazioni hanno deciso di vietare” spiegano gli avvocati Maruotti e Romano, “l’importanza della decisione risiede invece nel fatto che il Tar ha dichiarato illegittimi gli atti delle amministrazioni che dalla sera alla mattina, senza che sia stato effettuato uno studio sui rischi, hanno deciso di estendere un divieto previsto esclusivamente per i mezzi con cingoli in acciaio anche a mezzi con cingoli in gomma che fino ad oggi erano stati sempre autorizzati, tant’è che lo stesso ricorrente aveva avuto anche l’incarico da un Comune di effettuare delle operazioni di pulizia del porto, proprio con gli stessi mezzi”.

Una decisione che pur nella sua natura cautelare  riscontra la soddisfazione anche del presidente di Federbalneari Salento, Mauro Della Valle. “Qualora fosse passata la linea interpretativa della Regione e di Arpa di fatto non si sarebbe potuta assicurare la pulizia delle spiagge” spiega Della Valle, “causando un enorme danno all’ambiente e, di conseguenza, anche alla stessa immagine del Salento. Inoltre, nei casi purtroppo frequenti di mareggiata, non sarebbe stato possibile alcun tipo di intervento”.

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