Reati ambientali, Salento al decimo posto. Risultati nella lotta all'abusivismo

Il rapporto Ecomafia di Legambiente conferma la Puglia al terzo posto. Nell'illegalità contro la fauna ottava piazza per la provincia di Lecce

La demolizione di un immobile a Torre Chianca.

LECCE – La provincia di Lecce, con 619 infrazioni accertate, è al decimo posto su scala nazionale per quanto riguarda l’illegalità ambientale. Un piazzamento di cui non c’è da vantarsi, senza dubbio, ma che testimonia del resto il risultato dell’applicazione della legge del 2015 sugli ecoreati che impegna costantemente la magistratura, le forze dell’ordine e la capitaneria di porto in attività di approfondimento e repressione.

Il ciclo dei rifiuti, quello del cemento, infine i reati contro la fauna sono i focus sui quali si fonda il consueto Rapporto Ecomafia presentato da Legambiente sulla base dei dati acquisiti per il 2017. La Puglia si conferma al terzo posto, complessivamente, tra le regioni, dopo Campania e Sicilia. Il Salento leccese si attesta al tredicesimo posto nella classifica del ciclo del cemento con 81 infrazioni accertate, all’ottavo per quanto riguarda l’illegalità contro la fauna con 221 violazioni.

Nel report di Legambiente Puglia, presentato oggi in conferenza a Bari dal presidente Francesco Tarantini, si rimarca l’attività in corso da anni della procura di Lecce contro l’abusivismo edilizio e si cita il recente intervento di demolizione di quattro immobili effettuato dal Comune di Lecce nelle marine di Frigole, Torre Rinalda e Torre Chianca.

Alla conferenza barese hanno partecipato anche Renato Nitti, sostituto procuratore Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, del generale Danilo Mostacchi, comandante Regione Carabinieri Forestale Puglia, del tenente colonnello Savino Raimo, capo Ufficio Comando R.O.A.N. guardia di finanza Puglia e del generale Giovanni Cataldo, comandante Legione Carabinieri Puglia.

“Occorre completare la rivoluzione avviata con la legge sugli ecoreati – ha commentato il presidente di Legambiente Puglia – per rendere ancora più efficace la tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e delle imprese sane e rispettose dell’ambiente. È fondamentale che siano approvate quelle norme che mancano ancora all’appello, a partire da una legge che semplifichi l’iter di abbattimento delle costruzioni abusive. Servono anche norme che prevedano i delitti contro la flora e la fauna protette, pene più severe contro le archeomafie, le agromafie e, sul fronte dei controlli, occorre dare gambe forti alle agenzie regionali di protezione ambientale, che stanno ancora aspettando l’approvazione dei decreti attuativi, previsti dalla recente riforma del sistema delle agenzie, da parte del ministero dell’Ambiente e della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

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