Rottura condotta, revocato divieto di balneazione. Lavoratori Aqp insorgono

Ricostruita la vicenda del guasto dell’impianto di sollevamento che ha costretto il sindaco Papa a imporre il divieto, poi rimosso

LEUCA - L’allarme è scattato sabato scorso quando a causa della rottura dell’impianto di sollevamento e di una condotta fognaria i reflui si sono riversati dai tombini e attraverso il canalone di San Vincenzo direttamente nello specchio di mare prospiciente il litorale di Leuca. Una situazione di emergenza  che ha portato il sindaco Santo Papa a disporre un’ordinanza urgente per decretare il divieto di balneazione in località Marina di Leuca, nel tratto di mare prospiciente il punto di scarico reflui provenienti dall' impianto di depurazione consortile di Castrignano Del Capo. Divieto di balneazione temporaneo già revocato nella giornata di ieri dal primo cittadino, dopo gli interventi di ripristino delle condutture operati dai tecnici dell’Acquedotto. Una problematica  che secondo lo stesso Aqp e i lavoratori dell’impianto non ha alcuna attinenza con l’attività della piattaforma depurativa che pur nelle sue criticità, non ha subito alcun danno. Il provvedimento del sindaco si è reso necessario perché come spiegato da palazzo di città “nei giorni scorsi vi è stato il rischio  della dispersione in mare di scarichi non depurati con conseguente inquinamento e rischio per la salute dei bagnanti”.

Una situazione di potenziale e grave pregiudizio igienico e ambientale risolta però sul nascere (anche se le problematiche relative allo scarico a mare e all’attività del depuratore sono da tempo poste all’attenzione di Regione, Aqp e Autorità idrica pugliese da parte dell’amministrazione di Castrignano del Capo) e che ha portato il sindaco Santo Papa ha revocare la precedenza ordinanza di divieto restituendo alla balneazione il tratto di costa interessato all’altezza della foce del canalone  e precisamente dal tratto del lungomare Cristoforo Colombo all’intersezione con via Siena  sino all’altezza della torre cinquecentesca denominata Torre Omomorto.

Una vicenda sulla quale, dopo le puntualizzazioni giunte da Aqp, oggi tendono a fornire ulteriori precisazioni anche i lavoratori dell’acquedotto e dell’impianto e il sindacato di riferimento della Filctem Cgil. Dalla sede dell’impianto consortile che serve i Comuni di Castrignano del capo, Gagliano e Patù e le zone rivierasche si torna a ribadire che “la rottura dell’impianto di sollevamento non ha nulla a che vedere con l'impianto di depurazione che non ha subito nessun danno. La rottura è stata rapidamente aggiustata dai tecnici Aqp. L'impianto di sollevamento, che non è stato tra l’altro realizzato dall’acquedotto, ma dal Comune presenta delle criticità in quanto è dotato di pompe per acque bianche anziché di pompe per acque reflue”.

Anche il segretario provinciale della Filctem, Franco Giancane, ha inteso intervenire con una nota ufficiale al fine di tutelare la professionalità dei lavoratori di Aqp, specie nella situazione che ha interessato il litorale di Leuca  in questi giorni, ma che non può essere ricondotta a quastioni che riguardano il lavoro o la regolare funzionalità dell’impianto.

“Da giorni assistiamo a una campagna aggressiva nei confronti di Aqp e vorremmo ricordare a tutti, particolarmente a chi rappresenta le istituzioni, che Acquedotto pugliese non è un’entità astratta, ma è un’azienda dove ogni mattina e, in alcuni casi, percorrendo chilometri, oltre 2 mila lavoratori prestano la loro opera con competenza e professionalità” ammonisce Giancane, “non è piacevole per questi lavoratori, girare nei centri abitati e vedersi additati come i responsabili di situazioni a cui sono completamente estranei, creando loro stress e disagio” incalza il segretario sindacale, “non è possibile dare vita a un casus belli per una rottura improvvisa di una condotta prontamente riparata, con la massima perizia, dai tecnici di Acquedotto pugliese e che ha interessato un impianto di sollevamento e non il depuratore".

"Prima di generare tra i cittadini sfiducia, verso chi compie quotidianamente il proprio dovere, sarebbe opportuno fermarsi e riflettere. Anche perché l’impianto di sollevamento che insiste nel comune di Castrignano del Capo non è stato realizzato dai tecnici di Acquedotto pugliese che sicuramente si sarebbero ben guardati dal montare pompe per l’aspirazione di acque bianche al posto di pompe per l’aspirazione di acque reflue, sicuramente più indicate per impianti del genere”. Smorzando i toni della vis polemica, il referente della Filctem Cgil rivolge un invito finale  a tutti i rappresentanti delle istituzioni. “Se ci sono dei disservizi è giusto segnalarli, ma è bene accertarsi preventivamente sui fatti. Una volta lanciata un’accusa, anche se successivamente rettificata, il danno è stato fatto perché nell’immaginario collettivo, i lavoratori di Aqp, resteranno sempre come la causa del loro disagio, anche se dalle verifiche successive emerge che così non è”.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Mafia, estorsioni e droga: disarticolato gruppo vicino al clan Tornese

  • Rogo nel negozio per le feste: in manette ex gestore del "Twin Towers"

  • Cede il cric durante il cambio della ruota del tir: ferito un meccanico

  • Paura in volo: piccolo aereo sfonda il muretto di un'abitazione

  • Fermati in centro per controllo: dosi di eroina nell'auto, due in manette

  • Positivo a sostanze psicotrope, arrestato giovane che ha investito il belga

Torna su
LeccePrima è in caricamento