Rsa di Soleto, dieci i decessi. La Asl: “Verifiche in corso e assistenza ora garantita”

Sale il bilancio degli anziani morti con Covid-19 mentre la procura ha avviato un’indagine conoscitiva tramite i Nas. Esposti dei parenti e memorie difensive dei titolari. Richiesta di accesso agli atti del deputato Donno

SOLETO - Sale ancora il bilancio degli ospiti della rsa “La Fontanella” di Soleto, risultati positivi al tampone, e poi deceduti in seguito al contagio da Covid-19. Ad oggi si contano dieci anziani venuti a mancare per complicanze acuite dal contagio del coronavirus dopo essere state trasportate in ospedale. Nella  notte scorsa è morto un 80enne ricoverato nel reparto di malattie infettive del Santa Caterina Novella di Galatina. Si tratta di un ex professore originario proprio di Soleto. Era tra gli ospiti della struttura ed era risultato positivo al Covid-19. Le sue condizioni di salute si erano aggravate nei giorni scorsi ed era stato trasferito in ospedale.

Era uno degli 88 casi di contagio registrati tra pazienti e sanitari della struttura (al momento nella stessa sono rimasti trentatre anziani di cui trenta positivi al Covid-19) secondo l’ultimo report fornito dalla Asl che dal 26 marzo scorso ha preso in mano le redini della residenza di lungodegenza. Gli altri ospiti, in questi giorni, sono stati trasferiti presso strutture di ricovero dell’azienda o presso case di cura accreditate.

Sulla situazione drammaticamente precipitata nella rsa di Soleto, diventata nel giro di pochi giorni da struttura d’eccellenza del territorio a focolaio di contagi dopo il primo caso della 95enne di Serrano poi deceduta, si è ora focalizzata anche l’attenzione della procura a seguito di alcuni esposti presentati dai familiari degli anziani ospitati che fa il paio con l’indagine conoscitiva interna già avviata da parte della Asl e sulla quale peserà anche la relazione approntata dal responsabile medico Silverio Marchello a cui è stata affidata la reggenza della struttura insieme al direttore sanitario del distretto di Galatina.

Su quanto accaduto la procura leccese ha aperto un'inchiesta, al momento ancora contro ignoti, delegando gli accertamenti al personale dei carabinieri del Nas. Il sospetto è che alcuni degli anziani deceduti, tutti affetti da gravi patologie invalidanti, possano essere morti in seguito all'allontanamento del personale dipendente dopo i primi casi di positività. All'attenzione degli investigatori quanto accaduto dal 21 al 26 marzo, prima che l'Asl subentrasse nella gestione della struttura. Da parte de titolari della struttura, attraverso i propri legali, è stata, di contro, presentata una prima memoria difensiva, per documentare quanto accaduto nei giorni cruciali nei quali a seguito del primo contagio il personale in servizio è stato necessariamente posto in quarantena. Ma non basta, visto che proprio ieri anche il ministero della Salute ha confermato l’invio dei propri ispettori per acquisire un’informativa dettagliata su quanto accaduto in quella struttura.

Nelle scorse ore intanto sul versante politico il portavoce alla Camera dei deputati del M5S, Leonardo Donno, ha inoltrato proprio alla direzione sanitaria della Asl di Lecce, e per conoscenza al ministero della Salute, una richiesta di accesso agli atti per capire cosa sia successo nella rsa “La Fontanella” alla luce delle 88 persone contagiate, tra anziani ospiti e dipendenti, e dei dieci decessi, di cui l'ultimo, come detto, avvenuto proprio nelle scorse ore. "Ho inviato una richiesta di delucidazioni alla Asl e ho chiesto di essere messo al corrente, in primis, delle verifiche effettuate ancor prima che il Covid si diffondesse nella struttura” spiega il parlamentare salentino, “verifiche che, mi preme ricordarlo, l'azienda sanitaria è tenuta a fare, ai fini dell’accertamento del mantenimento del possesso dei requisiti di autorizzazione e funzionamento. Ho chiesto inoltre di conoscere le eventuali segnalazioni pervenute alla Asl da parte del gestore della struttura circa la situazione di emergenza in cui si era venuta a trovare e, di conseguenza, le singole azioni poste in essere dalla direzione generale una volta venuta a conoscenza delle criticità. Non da ultimo” conclude il deputato, “ho chiesto di valutare l’opportunità di offrire un supporto psicologico a tutti gli ospiti ad oggi assistiti in struttura, che da settimane non possono godere della vicinanza fisica dei propri cari”.

La Asl di Lecce ha assunto la gestione della rsa “La Fontanella” il 26 marzo, a seguito dell’ordinanza del sindaco di Soleto, Graziano Vantaggiato, legata alla constatazione di una carenza nei servizi assistenziali per mancanza di personale sanitario, verificatasi in seguito al contagio di alcuni ospiti e di undici operatori della struttura. “Abbiamo ripristinato una condizione igienico sanitaria venuta meno nei giorni precedenti e abbiamo dato cura e assistenza medica e sanitaria agli ospiti” spiegano dalla direzione generale della Asl, “e presso la struttura proseguono gli interventi sanitari e assistenziali garantiti sin dal 26 marzo scorso. Per quanto attiene le condizione nutrizionale degli ospiti, considerando le loro condizioni di salute, la direzione aziendale ha richiesto il 19 marzo una specifica relazione al Servizio di dietetica e nutrizione clinica della Asl che ha in carico questa tipologia di pazienti, nelle strutture residenziali e in assistenza domiciliare integrata, vista l’alta specializzazione necessaria nel definire specifici regimi dietetici bilanciati”.

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Sulla base della verifica effettuata dal servizio il 30 marzo presso "La Fontanella", hanno seguito una nutrizione artificiale sette pazienti, non autosufficienti per pregressa grave disabilità. “Di questi” spiegano ancora dalla Asl leccese, “quattro erano classificati come pazienti disfagici e tre come pazienti malnutriti. Questi pazienti hanno quindi seguito una nutrizione artificiale che si caratterizza per l’uso di vari prodotti dietetici, sacche per nutrizione enterale, sacche per nutrizione parenterale. La correlazione diretta tra la carenza alimentare o assistenziale e la causa del decesso” concludono dalla Asl, “può essere effettuata solo dopo una analisi ponderata dei singoli casi. Verifica che al momento è in corso anche da parte della magistratura a cui la Asl assicura tutto il supporto necessario per l’accertamento dei fatti”.

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