"Sciopero Mondiale per il Futuro": in oltre tremila sfilano nel centro storico

Il corteo si è snodato da Porta Napoli a Piazza Sant'Oronzo con ragazzi, docenti e cittadini. Dall'esempio di Greta Thunberg, una mobilitazione globale per chiedere uno sviluppo sostenibile

La testa del corteo in corsa

LECCE - "Se il clima fosse banca, l'avremmo già salvata": che aggiungere altro? Lo slogan di apertura del corteo leccese nel giorno dello "Sciopero mondiale per il futuro", è tutto un programma e chiarisce che gli studenti hanno una percezione abbastanza chiara della gerarchia degli equilibri del mondo contemporaneo, certamente condizionati più dalle dinamiche economiche e finanziarie che dalle esigenze di risanamento e protezione dell'ambiente.

Si sono ritrovati in tanti - tremila secondo fonti della questura - a Porta Napoli alle 9 del mattino e, un'ora dopo, il fiume di gente si è messo in marcia attraverso via Palmieri e poi corso Vittorio Emanuele II, prima di confluire in piazza Sant'Oronzo dove si sono susseguiti brevi interventi da parte dei ragazzi e di alcuni professori universitari che hanno approfondito alcuni aspetti specifici legati al complesso tema del cambiamento climatico.

Giovani dunque, ma anche docenti di scuola, cittadini comuni, genitori con figli, uniti dalla convinzione che non si possa più rinviare un modello di sviluppo sostenbile. Tutte le previsioni a livello scientifico, certificate dalle più importanti organizzazioni internazionali, sono concordi nell'affermare che l'innalzamento della temperatura media del pianeta e le conseguenza sanitarie dell'inquinamento metteranno a rischio, già tra qualche decennio, le popolazioni di mezzo mondo.

Il video della manifestazione

Si è trattato di un corteo spontaneo, senza simboli di partito, con la presenza discreta di alcuni esponenti politici e con la presenza anche del Movimeno No Tap che, però, ha tenuto a precisare un distinguo: "Siamo qui a sfilare insieme a quei presidi, a quei docenti e a quelle scuole che oggi creano retorica intorno a questa data, mentre nel resto dell'anno da sempre chiudono le porte a chi vorrebbe portare informazione. Siamo qui a sfilare, nonostante la presenza di quei politici che dedicano parole vuote a una lotta che per loro resterà sempre un bacino di voti, ma mai una battaglia concreta. Nonostante tutto, siamo qui, perché noi crediamo davvero nella possibilità di un cambiamento e siamo talmente coscienti che un cambio di rotta è necessario". 

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L'esempio di Greta Thunberg, che. dopo mesi di protesta solitaria ogni venerdì davanti al Parlamento svedese. è diventata una icona mondiale, sembra abbia smosso le coscienze: la manifestazione odierna è stata tra le più partecipate degli ultimi dieci anni. Nella speranza che questa mobilitazione vada oltre il rischio di essere vissuta come una moda, un dato per ora è certo: a innalzarsi è non solo la temperatura, ma anche la consapevolezza dell'opinione pubblica che di tempo da perdere non ne è rimasto. Ora è il momento di chiedere alle classi dirigenti non solo l'adozione di slogan ambientalisti nell'agenda politica, ma anche la programmazione di interventi concreti nella propria attività di governo, a partire dal livello locale.

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