Scontro sui lavori del Bianco. Palumbo: “Problema non si risolve lasciando il titolo”

L’assessore ai Lavori pubblici si dice stupito della presa di posizione allarmista della società giallorossa. “Il Comune ha contattato l’Agenzia del Demanio e la Regione per effettuare i lavori e presentare la domanda di mutuo”

GALLIPOLI – Lavori di adeguamento dello stadio Antonio Bianco in bilico? Il progetto c’è già, e dal Comune arriva un nuovo assist nei confronti della società del Gallo, che già aveva avuto contezza della situazione nell’ultimo incontro con gli amministratori, ma che ha annunciato la volontà di gettare la spugna visto il perdurare della situazione di incertezza che non consente di pianificare la stagione calcistica per il prossimo campionato di Eccellenza. Oggi le parti tornano a confrontarsi a distanza con la presa di pozione dell’assessore comunale ai Lavori pubblici, Biagio Palumbo, che si dice anche “stupito e meravigliato” della nota allarmistica della dirigenza giallorossa giunta a soli pochi giorni di distanza dal “cordiale” incontro avvenuto nella sede comunale.            

“Nel corso di quella riunione” puntualizza in premessa l’assessore Palumbo, “i dirigenti della società del Gallipoli calcio hanno preso comunque atto degli sforzi che questa amministrazione comunale sta facendo per adeguare lo stadio Bianco e permettere alla locale compagine di giocarvi regolarmente. In quell’incontro infatti si è precisato che erano previsti in bilancio fondi legati al rifacimento del terreno di gioco, oggi prioritario, e si è pensato anche alle strutture dell’impianto, che però, dati i costi notevoli, richiedono l’accensione di un mutuo, la cui pratica sta per essere avviata con i competenti istituti che erogano tali tipi di stanziamenti. E’ bene che si sappia” precisa ancora l’assessore Palumbo “che ogni anno la Lega Dilettanti impone nuove regole, come ad esempio, per come riferitoci dagli stessi dirigenti, la traslazione del terreno di gioco, nel senso che il nuovo manto non potrà essere risistemato dove era prima, ed il nuovo drenaggio, come se il precedente non fosse più adeguato, quando invece lo è. Opere che comportano notevoli costi che ricadono sui Comuni. Sarebbe quindi necessario che per evitare aggravi di spese che ricadono sulla collettività le società di calcio si impongano sulla loro Federazione, proprio per evitare spese che non possono gravare sui Comuni e sulle società calcistiche, che sono e restano associazioni dilettantistiche”.

In concreto comunque l’amministrazione comunale gallipolina oggi, tramite l’assessore ai lavori pubblici, conferma il uso impegno affinché le opere vengano realizzate, anche tramite la contrazione di un apposito mutuo. “Ed anche per fare notare alla Lega” pungola Palumbo, “che qui non si sta fermi e che però bisogna fare i conti anche con le lungaggini burocratiche”. Le difficoltà, palesate anche dalla recente nota della società del Gallipoli Football 1909 sono ancora notevoli. E tanto ribadiscono anche da palazzo di città. L’impianto “Antonio Bianco” è definito stadio, mentre per i campi sportivi esiste maggiore flessibilità nello stabilire le regole. Pur essendo l’impianto di proprietà del Comune di Gallipoli (e pur essendo stato costruito a partire dall’estate del 1969), la zona su cui insiste è interamente demaniale, per cui, per contrarre mutui, o si sdemanializza, con notevoli aggravi di tempo, o si ottiene il consenso da parte degli enti preposti, in questo caso l’Agenzia del Demanio e la Regione, per effettuare i lavori e presentare la domanda di mutuo.

“Ed è questo che l’amministrazione sta facendo” rileva l’assessore Palumbo, “il progetto esiste già, per cui allarmistiche appaiono allo stato le dichiarazioni dei dirigenti della società calcistica, che nel corso degli anni hanno sempre avuto le attenzioni di questa amministrazione comunale. Non è consegnando il titolo societario, come i dirigenti prevedono e come qualche sapientone mediatico paventa, che si risolvono i problemi dello stadio e della società. Non è compito certo del sindaco o dell’amministrazione in genere trovare gli imprenditori predisposti a garantire il futuro degno del blasone del Gallipoli. Troppo spesso si è ricorsi a questo metodo, certo non istituzionale. A tale proposito” conclude l’assessore comunale, “la società dovrebbe pensare anche a ricostruire il rapporto con i tifosi, visto che, nonostante l’impegno della squadra che in Eccellenza quest’anno ha raggiunto risultati insperati, i sostenitori della squadra non hanno quasi mai superato il numero di 200 nel corso delle partite interne. L’amministrazione da parte sua farà la sua parte, essendo la vicenda prioritaria per le esigenze della città”. 

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