Vigili a Nardò, sindacati in guerra per i servizi notturni. E scrivono al prefetto

"Personale a tempo determinato: turni diversi da quelli stabiliti e nessuna arma in dotazione per la difesa durante il servizio"

Foto di repertorio.

NARDO’ – Servizio notturno di polizia locale a Nardò svolto da personale a tempo determinato, senza possibilità di autodifesa (il corpo non è disposto di armi) e, comunque, al di fuori delle reali competenze, anche e soprattutto in termini di orario. Queste e altre presunte violazioni sono state segnalate al prefetto di Lecce, Maria Teresa Cucinotta, da tre segretari provinciali di sindacati: Paolo Taurino (Fp Cgil), Eugenio Piscopello (Uil Fpl) e Luigi Albetta (Cisl Fp).

In una nota formale, i sindacati chiedono alla massima autorità di governo in provincia di Lecce un “intervento che riconduca la situazione esistente presso il comando di polizia locale di Nardò nella piena legittimità e normativa prevista, al fine di evitare possibili rischi all’incolumità personale degli agenti che svolgono il servizio in orario notturno”.

Le lamentele nascono da lontano, perché le organizzazioni sindacali, già a metà giugno, avevano contestato al sindaco Pippi Melone le modalità di assunzione al 33 per cento part time verticale del personale a tempo determinato. Sembra che non sia mai arrivata una replica e, di certo, l’iter è andato comunque avanti, vista la determinazione 549 del 1° luglio scorso dell’Area funzionale seconda (Gestione del personale) con cui, di fatto, si è proceduto nell’assunzione.

Avanti è andata anche l’attività sindacale, viste le rimostranze sul metodo, e, spiegano ancora i tre segretari, si è così venuto a sapere dell’istituzione di “turni di lavoro diversi da quelli stabiliti in determina, utilizzando il personale a tempo determinato in giorni diversi da quelli determinati previsti nelle giornate del sabato e della domenica”. Non solo. I segretari provinciali proseguono, aggiungendo che i “lavoratori a tempo determinato non hanno il riconoscimento della qualifica di ausiliario di pubblica sicurezza” e che “svolgono il servizio comandato esclusivamente in orario notturno a far data dal 1° luglio 2019, con fasce orarie 18.00-00,00, 18.30-00.30, 20.30-00.30. Situazione – precisano - che si può evincere dalle formali  timbrature  e  dagli  ordini  di servizio”.

C’è di più, perché tale servizio avverrebbe, sempre stando a quanto segnalano al prefetto i sindacati, “senza la presenza alcuna di personale in servizio a tempo indeterminato del comando di polizia locale di Nardò”. Specificando anche che “i lavoratori a tempo determinato, vengono impiegati, in alcuni giorni della settimana, con una sola unità in servizio notturno”. E va considerato che “il personale del corpo di polizia locale del Comune di Nardò non è dotato di armi e non è in possesso di altri strumenti atti all’autodifesa”. Insomma, per Taurino, Piscopello e Albetta, si profila la violazione delle norme contenute nel decreto legislativo 81/2008.

Decreti e note ministeriali, più articoli del contratto collettivo nazionale di lavoro, tutti ampiamente citati, sul punto,  sembrano piuttosto chiari sul fatto che i servizi notturni debbano essere svolti da chi abbia in dotazione un’arma, visto che per esigenze di prevenzione è da considerarsi a rischio l’incolumità di chi si trova di pattuglia. In definitiva, le sigle Fp Cgil, Uil Fpl e Cisl Fp contestano al comandante di aver avviato il servizio notturno senza informarle, ritengono che il pattugliamento notturno sia giuridicamente illegittimo (almeno, nelle forme in cui avverrebbero in questo momento a Nardò) e che gli agenti siano posti in una condizione di rischio personale.

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