Da Nord a Sud, anche infermieri salentini in piazza: “Eroi dimenticati”

Anche a Lecce il flash-mob organizzato dal Movimento nazionale infermieri in trenta città d'Italia. Tra le rivendicazioni degli operatori sanitari l’equiparazione degli stipendi tra ospedali pubblici e strutture private

Il flash-mob nel centro di Lecce.

LECCE – Anche gli infermieri salentini scendono in piazza per lanciare un appello e rivendicare aspettative, dopo mesi di duro lavoro per fronteggiare l’emergenza da Covid-19. Protestano infatti contro le recenti scelte di governo che li vedrebbero, a loro dire, ancora una volta penalizzati rispetto ai “cugini” europei. “Dapprima eroi, ora completamente dimenticati”. Nella mattinata di oggi i sanitari che hanno aderito al neonato Movimento nazionale infermieri si sono infatti dati appuntamento in Piazza Sant’Oronzo, nel cuore di Lecce, dotati di striscioni e megafoni.

Un flash-mob, per puntare i riflettori sulle condizioni lavorative degli infermieri, che si è svolto in contemporanea in circa trenta città d’Italia. I componenti del movimento, che per le province di Lecce e Brindisi sono coordinati da Claudio Zordan, chiedono nello specifico l’aumento dello stipendio, perchè venga finalmente equiparato alle figure sanitarie degli altri Paesi europei. Non solo. Tra le richieste, lo stesso riconoscimento della professione infermieristica come "usurante".

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“Per due o tre mesi all’anno, sommando i turni al buio, è come se lavorassimo di notte”, spiega Zordan. “Ci aspettiamo progressioni economiche per tutti, obbligatorie per legge e non in base alla disponibilità delle aziende.  Puntiamo, infine, all’equiparazione degli stipendi tra ospedali pubblici e quelli privati: siamo tutti infermieri”, conclude.

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