Spiagge libere al tempo del Covid: sistema di prenotazione per evitare la bolgia

Per garantire il diritto alla fruizione, ma in condizioni di sicurezza, la strada dell'affiancamento delle associazioni sembra la più praticabile

Torre Chianca.

LECCE – L’accesso alle spiagge libere leccesi passerà con ogni probabilità da un sistema di prenotazione. La piattaforma, già prevista per regolare la fruizione dei parchi cittadini, consentirà una rotazione tale da mantenere la presenza di bagnanti entro un limite coerente con le norme di prevenzione del contagio. Il sindaco del capoluogo, Carlo Salvemini, ha fatto delle anticipazioni in questo senso, nel corso della quotidiana finestra informativa.

A livello nazionale un protocollo è stato preparato da Inail e dall’Istituto Superiore di Sanità e inviato al comitato tecnico scientifico che sta supportando il governo nella valutazione delle diverse opzioni di politica sanitaria, economica e sociale durante l’emergenza Covid-19. La gestione del litorale pubblico nel rispetto delle regole di questa fase straordinaria pone un tema serio, quello relativo al controllo. Con un tratto costiero lungo 22 chilometri – lungo il quale si alternano stabilimenti balneari e spiagge libere – servono risorse economiche importanti. Pensare a una sorta di autoregolamentazione da parte dei cittadini, del resto, è illusorio.

Altri nodi da sciogliere sono la mappatura del litorale – va da sé che in tratti ristretti sarebbe impossibile rispettare le regole – e la delimitazione, all’interno di ogni pezzo giudicato sufficientemente grande, delle singole “porzioni” dove i bagnanti si potranno sistemare. “Abbiamo individuato i lotti - ha dichiarato il primo cittadino leccese - e definito le capienze a seconda dei distanziamenti, siamo pronti a mettere a disposizione la stessa piattaforma che a giorni vareremo per i parchi. Con lo stesso principio: il diritto di tutti all’accesso allo spazio pubblico deve essere accompagnato dal dovere di garantirlo in condizioni di sicurezza perché sono tempi inediti, sono nuove abitudini con le quali dobbiamo fare i conti”.

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Lo stesso sindaco, settimane addietro, avevo avanzato la proposta di dare ai titolari degli stabilimenti balneari l'onere della gestione delle spiagge libere attigue ai lidi in cambio di uno sconto sugli oneri di concessione, in modo da poter assicurare l'accesso gratuito delegando l'esercizio del controllo che gli enti locali, soprattutto quelli con un litorale molto esteso, sanno di non poter garantire con risorse proprie. La disponibilità ventilata di fondi regionali sembra ora aprire la strada verso un coinvolgimento diretto delle associazioni.

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