Dal nodo agibilità al progetto di un nuovo stadio per il Lecce. Intervista al vice sindaco

Tifoso sfegatato dei giallorossi, Alessandro Delli Noci illustra la situazione attuale e le ipotesi, a breve e lungo termine, per garantire un impianto all'altezza: "A lungo ignorata la manutenzione straordinaria"

Tifosi in attesa della fine della partita contro la Paganese, all'esterno dello stadio.

LECCE - In casa giallorossa si inizia a pensare già alla prossima stagione. Conquistata la sudatissima promozione in serie B con una giornata di anticipo, bisogna prediporre tutte le condizioni per una programmazione tempestiva ed efficace. Liverani sarà confermato? Quanto la squadra deve essere rinforzata? Chi rimane e chi invece andrà via, dell'attuale rosa? Le risposte a tutte queste domande verranno nelle prossime settimane, ma intanto c'è una questione urgente che impegna sia il club che l'amministrazione comunale: quella dell'agibilità del Via del Mare.

Come noto, la capienza nel corso degli anni è stata ridotta: questo perché da una parte si volevano evitare costi inutili (i Tesoro decisero di chiudere la Curva Sud), dall'altra perché andavano emergendo le prime criticità dal punto di vista strutturale, soprattutto per la Tribuna Est (la realizzazione dell'anello superiore è del 1976). Il tempo per intervenire non può essere più rimandato, come dichiara apertamente in vice sindaco di Lecce, Alessandro Delli Noci, in questa intervista. Tifoso sfegatato dei giallorossi, ha la delega ai Lavori Pubblici.

Come mai lo stadio si è ridotto in queste condizioni?

"La manutenzione straordinaria, che negli anni si impone come una necessità, è stata fatta poco o nulla per cui quando tu distogli l’attenzione da un impianto che è sottoposto a uno sforzo di carico elevato poi si verifica quello che abbiamo sotto gli occhi: uno stadio con una capienza ridotta che ha impedito di soddisfare tutte le richieste di biglietti per Lecce-Paganese. Noi abbiamo provveduto a stanziare circa 150mila euro in questa annata per la riqualificazione dei portali che collegano il crescent alla parte inferiore della Tribuna Est e che ora sono in fase di collaudo e nell’ultima giunta abbiamo impegnato altri 50mila euro per puntellare i pilastri della stessa tribuna. Detto ciò credo, anche in considerazione di quanto ci siamo detti durante il comitato provinciale in prefettura, che le opere da fare siano indispensabili per la prossima stagione anche perché la Figc per la serie B impone dei parametri più rigorosi per la qualità degli impianti. Abbiamo già fatto una riunione a latere con il presidente Sticchi Damiani, il prefetto Palomba e il vice prefetto Aprea.

Da tempo si parla in città di un nuovo stadio: è una ipotesi realistica?

Si tratta di un tema che vogliamo affrontare e sul quale abbiamo avviato un discorso con il club e la prefettura: lo si può fare in due modi, a partire da un recupero serio, strutturale di quello esistente attraverso un’opera di manutenzione straordinaria e di ammodernamento. Immagino una copertura con pannelli fotovoltaici di tutte le porzioni di stadio che porti anche una produzione di energia per un ritorno economico, riqualificando nella stessa direzione anche piazzale Attilio Adamo. L'alternativa è la costruzione di un nuovo impianto: siamo disposti a ricevere proposte da privati, a partire dall’Us Lecce. In altre città più o meno della nostra dimensione sono stati fatti investimenti del genere, penso a Cagliari dove è stato ricostruito un nuovo stadio su quello esistente, e anche a Udine: in entrambi i casi le squadre hanno disputato regolarmente i campionati mentre si ricostruiva una tribuna alla volta.

Un nuovo impianto sorgerebbe comunque nella stessa area della città di quello attuale?

Riteniamo che quella zona possa diventare un vero polo dello sport. Per la riqualificazione dei campetti minori abbiamo aggiudicato una gara, entro la fine di maggio ne bandiremo una per la realizzazione del tensostatico sopra la pista di pattinaggio, per giugno pensiamo di predisporre l'avviso pubblico per l'area destinata al tennis, in via Potenza. Ma la questione del dove dipende dalle intenzioni dell’imprenditore interessato, perché nel momento in cui si realizza un impianto che non è solo sportivo, ma anche destinato a servizi e commercio come in gran parte degli stadi europei, è chiaro che bisogna farlo in una zona attrattiva. A oggi, comunque, abbiamo avuto una serie di interlocuzioni, ma ancora non un progetto con un piano economico.

L'Us Lecce ha chiesto ripetutamente di rivedere la convenzione in vigore, considerata troppo onerosa. In una conferenza stampa del febbraio 2017 il presidente Sticchi parlò di oltre 300mila euro all'anno tra manutenzione ordinaria e gestione.

La convenzione ha una serie di punti che stiamo rivedendo con l'assessorato allo Sport, ma dal punto di vista economico è veramente marginale. Il Lecce ha il compito di provvedere alla manutenzione ordinaria che non può essere in capo al soggetto proprietario, il Comune, ma a quello gestore. Il vero costo che ha il club, e su questo ci stiamo attivando, riguarda la convenzione per gli spazi pubblicitari che prevede una quota alla Dogre per annualità e non per il numero di giorni effettivi in cui ci sono le partite in casa.intervistadellinocistadio2018-3

Il calcio è stato un fattore dirompente nella storia del territorio, la cui notorietà è cresciuta grazie anche ai colori giallorossi. Il suo tempio, il Via del Mare, oggi non sembra più presentabile: bagni in condizioni precarie, infiltrazioni di acqua. Non un biglietto da visita invitante come lo era una volta.

Da tifoso vero dico che lo stadio è un importante strumento per far avvicinare nuovi sostenitori alla squadra, come tante famiglie, e un veicolo fondamentale per la promozione turistica quindi sono fiducioso che si possa costruire un’attrattiva anche infrastrutturale. Il calcio è il più grande catalizzatore della passione sportiva dei leccesi e dei salentini, se vogliamo che il Lecce calchi palcoscenici ancora più ambiziosi, anche il suo palcoscenico deve essere diverso. Da sostenitore del Lecce ho conosciuto molti altri stadi ed è chiaro che si rivelano tanto più ostici quanto più le tifoserie si trovano a ridosso del terreno di gioco: ricordo come, nella sfortunata trasferta della finale play off a Frosinone, si sentiva la pressione quando il pubblico locale premeva sull'acceleratore. Al contempo dico che molti stadi sono già oramai interamente coperti, mentre a Lecce gran parte dei tifosi sanno che in caso di pioggia la doccia è assicurata. Nel 2018 vedere ancora tre quarti dello stadio in queste condizioni non è un invito ad andare allo stadio: la bellezza di partite come ieri è anche nell’ospitare bambini, famiglie. Serve un impianto sicuro, confortevole, che sia un luogo di socialità.

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