Strisce pedonali a norma: Codacons attacca nel giorno di avvio dei lavori

L'associazione denuncia il nodo irrisolto dei rischi legati a una parte degli attraversamenti. Intanto in via San Pietro in Lama parte il primo cantiere: interessati 212 attraversamenti in città

Il pannello che comunica l'avvio del cantiere.

LECCE – Codacons Lecce parte lancia in resta sulla questione delle strisce pedonali e rimprovera all’amministrazione comunale di non saper garantire nemmeno la continuità degli attraversamenti, da una parte all’altra. L'assessore alla Mobilità, Marco De Matteis, "replica" documentando l'avvio dei lavori, avvenuto proprio oggi, relativi alla gara per l'adeguamento di 212 incroci riconosciuti fuori norma. 

Il primo cantiere è in via Vecchia San Pietro in Lama. La gara, che era stata aggiudicata nel dicembre del 2018, prevede anche la messa in sicurezza per i pedoni, il rifacimento della segnaletica verticale e orizzontale, l'adeguamento delle rampe per disabili oltre a una serie di migliorie proposte dalla ditta, la nuova Panelectric di Nardò. Il relativo contratto, dell'importo di mezzo milione di euro finanziato con un mutuo di Palazzo Carafa con la Cassa Depositi e Prestiti, è stato firmato all'inizio di luglio.

La nota di Codacons, in mattinata, era stata molto dura nei confronti di Palazzo Carafa. Per Cristian Marchello, responsabile della sede leccese dell’associazione dei consumatori, la situazione è arrivata al limite del paradosso, con un problema di sicurezza enorme legato più in generale alla gestione dei flussi di traffico: “Sotto questo punto di vista - aveva scritto con un certo sarcasmo - a Lecce abbiamo inventato le strisce pedonali a metà: quelle strisce pedonali che non hanno proprio le caratteristiche proprie delle strisce pedonali, quelle strisce che ti accompagnano sino a metà della carreggiata e poi vedi tu un po’ cosa vuoi fare, quelle strisce che si vedono o non si vedono che ci sono o non ci sono e quelle strisce che, per come sono posizione rappresentano un serissimo rischio per l’incolumità del pedone per cui, se devi attraversare, è meglio farlo in un altro punto”.

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La vicenda, del resto, non è certo nuova: già nel 2016 le associazioni diffidarono il Comune per la messa a norma di molti attraversamenti cittadini. In prossimità di intersezioni prive di semaforo, infatti, le strisce devono essere ad almeno cinque metri dall’incrocio, come prescrive il Codice della strada. L’amministrazione di allora riconobbe le ragioni delle associazioni e vennero realizzato qualche passaggio davvero a norma, ma il numero di quelli fuori dai parametri di legge è talmente elevato da rendere necessaria una gara pubblica per affrontare il problema in maniera complessiva.

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