Circa 250 studenti salentini fuori dai confini italiani: rettore sostiene eventuali rientri

Fabio Pollice, a capo dell’ateneo leccese, ha indicato raccomandazioni e procedure per tutti gli studenti Erasmus e per i dottorandi all’estero. Supporto nel luogo in cui si trovano e pressioni sul governo per chi intende rincasare

Foto di repertorio.

LECCE- “Assieme agli altri rettori, pressioni sul Governo per il rientro a casa di chi ne fa richiesta”. Anche Fabio Pollice, a capo di Unisalento, rassicura le famiglie degli studenti che si trovano all’estero per il programma di studi “Erasmus” , per un dottorato o ricerca. Per coloro che vorranno rientrare, UniSalento si attiverà anche per il riconoscimento del periodo di mobilità effettuato, fermo restando quelle che saranno le indicazioni dell’Agenzia nazionale Indire.

Sono infatti circa 250 gli iscritti all’ateneo leccese che, in questo momento, si trovano in 20 Paesi europei. Hanno raggiunto Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Turchia e Ungheria per il noto programma di studio all’estero. Ma non ci sono solo loro.  La preoccupazione, durante la delicata fase di pandemia, riguarda infatti anche dottorandi e studenti che si trovano in altri Paesi per dei tirocini: Stati Uniti, Israele, Uruguay, Taiwan e Montenegro.

Per tutti loro sarà particolarmente importante il supporto psicologico fornito dall’Ateneo grazie alla collaborazione di 16 docenti e dottorandi iscritti all’Ordine degli psicologi. Intanto, il rettore Fabio Pollice rassicura le famiglie che in questi giorni esprimono preoccupazione per la permanenza all’estero degli studenti in Erasmus: “Comprendiamo l’esigenza di ricongiungersi ai propri cari, quindi anche se al momento la cosa più sicura è rimanere dove si è cercheremo di fare tutto il possibile per supportare al meglio i nostri ragazzi”.

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E dall’ateneo giungono anche alcune raccomandazioni per gli studenti UniSalento che si trovano fuori dai confini italiani: evitare spostamenti non strettamente necessari e attenersi alle indicazioni in tema di prevenzione e sicurezza stabilite dai Paesi ospitanti; rispettare le regole di precauzione prescritte in Italia relativamente all’igiene, alle distanze interpersonali e al divieto di assembramenti; monitorare la situazione sanitaria del Paese ospitante tramite l’apposita scheda del sito “Viaggiare sicuri” della Farnesina; segnalare tempestivamente la propria presenza al Ministero degli Affari Esteri, registrandosi al sito “Dove siamo nel mondo” (https://www.dovesiamonelmondo.it/dovemondo/turista). Infine, in caso di rientro in Italia con mezzi propri, contattare il Ministero degli Esteri per ogni possibile indicazione e tornare presso la propria residenza.

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