Un mega parco fotovoltaico nel cuore dell’Arneo. Il Comune dice “no”

L’amministrazione di Nardò contraria al rilascio dell’autorizzazione per l’impianto da 99mila pannelli previsto dal progetto della Tecno Energy srl di Bressanone

parco fotovotaico (repertorio)

NARDO’ - Energia alternativa finché si vuole, ma dinnanzi al consumo del suolo agricolo e all’inevitabile impatto paesaggistico si alzano le barricate. Dopo Corigliano succede anche a Nardò  dove l’amministrazione comunale di Palazzo Personé è intenzionata ad esprimere, nero su bianco, la sua decisa contrarietà al mega impianto fotovoltaico che la società Tecno Energy srl di Bressanone intende realizzare a nord del territorio neretino, al confine con il comune di Avetrana, a ridosso della pista della Nardò Technical Center. Si tratta di un impianto che prevede l’installazione di oltre 99 mila pannelli fotovoltaici, di potenza complessiva di 46,615 MWp, su una superficie di quasi 44 ettari,  la realizzazione di 23 cabine elettriche e di un cavidotto interrato di circa dieci chilometri.  

Il parere del Comune è richiesto nell’ambito del procedimento di autorizzazione della Regione Puglia che dovrà rilasciare anche il provvedimento di Valutazione di impatto ambientale. In questi giorni gli uffici comunali stanno predisponendo una relazione con i motivi alla base della decisione di negare il via libera alla realizzazione dell’impianto. Decisivi sono, sostanzialmente, la fortissima occupazione del territorio, e quindi il consumo di suolo agricolo, e il forte impatto visivo e paesaggistico. Un primo segnale d’allarme era stato lanciato, nei giorni scorsi, dall'associazione “Catone-Peppino Basile” che metteva in evidenza come l'area interessata dal progetto presentato dalla società bolzanese a Nardò, ricade in una zona agricola con elementi tipici del paesaggio rurale da tutelare e con la presenza anche di  33 unità immobili nelle immediate vicinanze.

La questione è stata sviscerata in questi giorni anche dal gruppo regionale del Movimento Cinque Stelle che dopo la presa di posizione sull’impianto fotovoltaico previsto a Corigliano D’Otranto (che avrà una potenza elettrica di picco pari a 10,8 Mw e verrà installato su un terreno di circa 17 ettari nel comune di Corigliano d'Otranto. Il progetto prevede anche la costruzione di una nuova linea elettrica aerea per circa otto chilometri che attraverserà i comuni di Cutrofiano, Sogliano Cavour e Galatina), con il consigliere regionale neretino Cristian Casili ribadisce anche per l’impianto previsto a Nardò  il dissenso per le grandi centrali che sottraggono terreni fertili all’agricoltura.

“Il ragionamento che noi facciamo è molto semplice ed è poi la logica diffusa dell’approccio al fotovoltaico in questi ultimi anni” spiega invece l’assessore all’Ambiente, Mino Natalizio per conto del Comune di Nardò, “non si può tendenzialmente concedere spazio a impianti di questo tipo sottraendolo all’utilizzo agricolo, tanto più in un territorio come quello dell’Arneo che ha una forte vocazione agricola e in cui la stessa agricoltura è un fattore identitario e culturale, oltre che economico e produttivo. Per non parlare dell’impatto dal punto di vista paesaggistico e del rischio di ritrovarci l’ennesimo terreno trasformato in un enorme specchio. Questi impianti vanno fatti in aree degradate o comunque già fortemente caratterizzate da attività antropiche, nelle quali la riconversione energetica diventa un valore”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Scontro fra auto e bici, un volo di 10 metri. Muore infermiera 32enne

  • Cade dal cestello durante la potatura degli alberi. Muore operaio di 49anni

  • Assunzioni in Sanitaservice: pubblicato il bando per 159 posti

  • Mezzo chilo di droga, pistole e munizioni: in manette zio e nipote

  • "Mi sta picchiando". Viene fermato due volte poco prima dell'alba e arrestato

  • In un casolare un fucile con matricola abrasa, cocaina ed eroina: 25enne in arresto

Torna su
LeccePrima è in caricamento