Alle località dell'Adriatico il derby delle "vele". Il litorale ionico resta indietro

Resi noti i dati di Legambiente che confermano quelli del 2017: In Puglia solo due comprensori al top: uno è quello di Melendugno e Otranto

L'area archeologica a Roca, marina di Melendugno.

LECCE – Le località salentine del versante adriatico si aggiudicano il derby contro quelle ioniche con il risultato di nove vele a sette. Legambiente, infatti, ha confermato i giudizi dello scorso anno: anche per il 2018 dunque le 5 vele sono state attribuite al comprensorio Alto Salento Adriatico, che comprende il litorale di Melendugno e Otranto. Poi ci sono le 4 vele per il Basso Salento Adriatico, cioè per Castro, Andrano, Diso, Tricase e Santa Cesarea Terme.

Sono tre le vele per il Capo di Leuca – Patù, Castrignano del Capo, Gagliano del Capo – che nel senso comune è considerato lo spartiacque del Tacco d’Italia (anche se per le convenzioni marinare lo Ionio inizia a sud di Otranto) e dunque può essere ritenuto zona neutra nel confronto tutto salentino. Ribadite le quattro vele per l’Alto Salento Ionico­ Maruggio, Nardò, Gallipoli, Manduria e Porto Cesareo e tre per Basso Salento Ionico, comprensorio di Racale, Salve, Ugento. Si tratta di valutazioni che in sostanza si allineano a quelle utilizzate per le "Bandiere blu" della Foundation for Environmental Education".

Il riconoscimento di Legambiente è conferito sulla base dei dati raccolti sulle caratteristiche delle qualità ambientali e di quelle dei servizi ricettivi: uso del suolo, degrado del paesaggio e biodiversità, attività turistiche; stato delle aree costiere; mobilità; energia; acqua e depurazione; rifiuti; iniziative per la sostenibilità; sicurezza alimentare e produzioni tipiche; mare, spiagge ed entroterra, struttura sociale e sanitaria. A ciascun comprensorio è attribuito un punteggio da 0 a 100 che poi viene trasformato in vele. 

Nel complesso La Puglia anche quest’anno sale sul podio confermandosi terza dopo Sardegna e Sicilia. Considerando gli undici comprensori in cui è stata suddivisa la regione, le cinque vele, come lo scorso anno, sventolano oltre sull’Alto Salento Adriatico anche lungo la Costa del Parco Agrario degli Ulivi secolari che comprende Polignano a Mare, Fasano, Monopoli, Ostuni e Carovigno.

I dati pugliesi de la guida “Il mare più bello”, redatta da Legambiente e Touring Club Italiano, sono stati presentati in conferenza stampa a Bari, da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Loredana Capone, assessore al Turismo della Regione Puglia, Domenico Vitto, presidente Anci Puglia, e dei sindaci dei Comuni ricadenti nei comprensori turistici premiati con le 5 vele (nella foto, sotto).

“Nei giorni scorsi – ha dichiarato Tarantini - abbiamo incontrato e chiesto al neo Ministro all’Ambiente, Sergio Costa, di perfezionare l’iter istitutivo dell’Area Marina Protetta Capo d’Otranto - Grotte Zinzulusa e Romanelli e Capo di Leuca. La Puglia, infatti, con oltre 800 chilometri di costa meriterebbe questa quarta area marina protetta, importante passo in avanti nella tutela della biodiversità di questi luoghi ma anche concreta opportunità per lo sviluppo economico e sostenibile del territorio”.

Soddisfatto il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi: “Otranto - ha dichiarato - è una città collocata in un contesto ambientale di grande valenza, e proprio per questo caratterizzata da equilibri delicati. Dall’altro canto è una località che vive molto di turismo e che ha bisogno di strutture e servizi di qualità da offrire ai propri ospiti per essere competitiva in un mercato ormai internazionale. Ci siamo impegnati nel tempo a costruire una visione in grado di trovare la giusta sintesi tra queste esigenze, lavorando su progetti che, garantendo la tutela del bene, ne consentano anche la fruizione, trasformando un problema in risorsa per la comunità e per i tanti turisti che giungono ormai da ogni parte del mondo".

I sindaci con l'Assessore Loredana Capone-3

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