Vertenza Aligros, spiraglio per i lavoratori in esubero. I sindacati: "Successo a metà"

Nel vertice in prefettura, le aziende hanno ribadito le posizioni. Maiora ha assorbito 59 persone. Per gli altri 27 si paventa una possibilità con la logistica

In foto: il sit-in dei lavoratori davanti Aligros

LECCE - Contenti sì, ma non del tutto, i sindacalisti che oggi si sono seduti al tavolo delle trattative aperto in prefettura per sbrogliare la matassa Aligros. Nel passaggio di testimone da un'azienda all'altra (ricordiamo che Maiora è subentrata a Supercentro nell'affitto di un ramo d'azienda di Aligros) restano dentro 59 persone. Altri 27 lavoratori, dichiarati in esubero, sono rimasti in bilico. La loro sorte è appesa ad una presunta assunzione da parte della società di logistica Soa che si occupa dei servizi di movimentazione delle merci per conto di Supercentro.

Ricapitolando, quindi, sono soltanto 59 i dipendenti che hanno firmato il contratto con Maiora perché risultano già in servizio presso i cash&carry di San Cesario e Monopoli. Il futuro degli altri resta un'incognita che si cercherà di risolvere durante un prossimo vertice in prefettura, i primi di febbraio, con tutte le parti coinvolte nella vicenda: i sindacati Filcmas Cgil e Uiltucs Uil, Aligros, Supercentro e Maiora.

Il passaggio odierno è stato, di fatto, interlocutorio perché il tavolo è servito solo a cristallizzare le posizioni già espresse. “Maiora ha ribadito quanto già detto – ha spiegato Antonella Perrone, segretaria provinciale Uiltucs -: ritiene di aver rilevato i dipendenti che avevano diritto a transitare perché in servizio nei due punti vendita ricompresi nel contratto di affitto del ramo d'azienda. Aligros, d'altro canto, sostiene di non avere responsabilità riguardo allasorte di lavoratori che già da tempo non le appartenevano più, perché utilizzati in unità produttive di Supercentro”.

E ancora: “Supercentro ha ribadito che, dopo aver perso l'affitto del ramo d'azienda, si è vista costretta a una rimodulazione il proprio assetto commerciale che prevede anche l'esternalizzazione delle attività di movimentazione – ha aggiunto Perrone -. Quest'ultima azienda ha chiesto alla società di logistica Soa di valutare la possibilità di assumere i 27 in esubero: i colloqui e valutazioni delle posizioni inizieranno il 20 gennaio”.

Dichiarazioni d'intenti, per il momento, sulle quali non si possono costruire certezze e che lasciano l'amaro in bocca: “Nei passaggi di aziende occorre rispettare alcune procedure che tutelano i dipendenti interessati e per questo motivo rimango scettica – ha aggiunto la referente Uiltucs -. È stata aperta la procedura di mobilità  per i 27 esuberi che ora, allo scadere dei termini e se il progetto di assunzione con Soa non andrà in porto, rischiano di essere licenziati”.

Moderatamente soddisfatta si è detta anche Daniela Campobasso di Filcams Cgil Lecce: “Molti lavoratori oggi non sorridono e quindi il passaggio alla nuova cessionaria non si può definire un successo al 100 percento. Abbiamo richiamato a responsabilità sociale le parti in causa per dare una soluzione di continuità lavorativa ma la vertenza non è chiusa. Auspichiamo che, nel corso del prossimo incontro in prefettura, si possano trovare soluzioni per ricollocare 28 persone che altrimenti rischiano di finire nel baratro della disoccupazione”.

“Per quanto riguarda, invece, i dipendenti stabilizzati, siamo contenti che siano stati rilevati da un'azienda seria che rispetta i contratti, le persone e crea sviluppo”, ha aggiunto la sindacalista. Non è escluso, peraltro, che i lavoratori in esubero decidano di adire le vie legali per far valere i proprio diritti. “Rimane l'amarezza di non essere riusciti a dare risposte positive a tutti – ha concluso Campobasso-. Se i lavoratori vorranno interpellare la magistratura competente hanno tutto il diritto di farlo; anzi è opportuno che intraprendano questo percorso laddove esistano dei margini per farlo”.

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