Xylella, Commissione in visita nel Tacco. Ma è polemica sulla scelta del “Campo prova Scortichini”

Nella giornata di lunedì i componenti e presidente della Commissione ispezioneranno sette terreni. Tra questi ve ne è uno non più soggetto a sperimentazioni dal 2017. Escluse invece le aree dove l'efficacia del metodo Scortichini potrebbe essere riscontrabile

Foto di repertorio.

LECCE – Nella mattinata di lunedì, i componenti della Commissione agricoltura sulla Xylella fastidiosa della Camera dei deputati saranno nel Salento per un tour in sette campi interessati dalle sperimentazioni avviate a partire dal 2015. Tre giorni addietro il ministro per il Sud Barbara Lezzi ha annunciato a Palazzo Chigi l’ufficializzazione del trasferimento di 30 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione al ministero dell’Agricoltura per il contrasto del fenomeno che ha interessato ettari ed ettari di oliveti pugliesi. A questi soldi si aggiungeranno inoltre anche ulteriori 70 milioni per la programmazione del 2019. Al tour prenderanno parte, oltre al presidente della Commissione Filippo Gallinella, il deputato pentastellato Giuseppe L’Abbate, Luca De Carlo ed Elvira Savino di Fratelli d’Italia, Maria Chiara Gadda del Pd e Lorenzo Viliani della Lega. Una tappa della missione conoscitiva della Camera che si concluderà il prossimo 6 dicembre, con l’audizione del ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, al quale saranno sottoposti i risultati di questa fase di studio.

Tra i sopralluoghi che saranno eseguiti nella mattinata di lunedì, uno a Torchiarolo, “poi a Masseria Idri-Li Sauli” a Gallipoli, “Campo innesti Melcarne” a Presicce, “Azienda Nachiro bio” di Caprarica di Lecce, “Tenuta Caradonna” di Lequile, “Progetto Sillec Lo Prieno” a Galatone e, infine al “Campo prova protocollo professor Scortichini” a Veglie. I risultati della penultima sperimentazione, quella denominata “Sillec”, si sono mostrati incoraggianti, almeno nella prima fase condotta assieme al Cnr di Perugia. Bilancio positivo anche per la cura “Scortichini”, i cui risultati sono poi confluiti in una pubblicazione scientifica. Tuttavia, non si spiega come mai il terreno di Veglie, di proprietà della azienda agrituristica “La Duchessa”, sia stato inserito nel tour della Commissione, pur non essendo più interessato dalle sperimentazioni dal mese di settembre 2017. Data a partire dalla quale la stessa ditta proprietaria ha deciso, deliberatamente, di sospendere il trattamento e di convertire quasi interamente il proprio terreno alle coltivazioni di melograno, già avviate e più redditizie, come la stessa proprietà ha fatto sapere in un comunicato stampa, sottoscritto anche dal batteriologo Marco Scortichini del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura ed analisi dell’economia agraria.

Quel terreno è dunque in uno stato di abbandono, per volontà dei titolari. Ciò non implica che il trattamento a base di zinco, rame e acido citrico non abbia funzionato. La sua efficacia, infatti, è riscontrabile su quei campi che ancora sono soggetti a sperimentazioni e cure, ma che lunedì saranno esclusi dalle ispezioni. Vi sono ad esempio terreni trattati con il composto del batteriologo Scortichini anche a Cannole, Galatone ed Avetrana. Alla richiesta di spiegazioni circa la scelta dei campi da visitare, il deputato Giuseppe L’Abbate, contattato telefonicamente, ha dichiarato che quell’elenco non è stato stabilito dall’alto, ma stilato dalle associazioni di categoria del comparto agricolo del Salento.

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