Allenatore e calciatori dietro le sbarre del carcere. Il Lecce fa visita ai detenuti

Una folta delegazione del club ha raccolto l'invito della direzione della casa circondariale. Incontro nel teatro e poi visita alle sezioni

Fabio Liverani e Manuel Coppola.

LECCE – Non è un mistero per nessuno che calcio abbia salvato molti ragazzi dai pericoli della strada. Talvolta avere talento, o avere la fortuna di incrociare qualcuno che se ne accorga, è l’unico modo di per non finire nei guai. Quando vivi in quartieri periferici, soprattutto in alcune città del Mezzogiorno, un campo di calcio ricavato tra il cemento e i pali dell’illuminazione può essere il solo trampolino di lancio per un futuro diverso da quello insito in un destino che per molti, troppi, sembra essere ancora predeterminato dalle condizioni economiche della propria famiglia.

E così è stato per molti dei calciatori professionisti di oggi, e quelli del Lecce non fanno eccezione. Ecco perché la visita presso la casa circondariale di Borgo San Nicola, per la delegazione del club giallorosso che oggi ha varcato le soglie del carcere, non è stata soltanto una iniziativa "politicamente" corretta, ma la testimonianza di come lo sport abbia un significato sociale ancora molto profondo, nonostante tutte le nefandezze che ne corrodono l'essenza originaria, tra milionarie derive commerciali e frequenti atti di violenza e discrimiazione. Con l’allenatore Fabio Liverani, il vice Manuel Coppola, il team manager Claudio Vino e l’allenatore dei portieri, Luigi Sassanelli, c’erano Franco Lepore, Marco Bleve, Giuseppe Torromino e Marco Armellino, Jacopo Petriccione, Mauro Vigorito, Marco Calderoni e Ciccio Cosenza.

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Il club ha accolto l’invito della direttrice e del vice direttore della casa circondariale, Rita Russo, nell’ambito del progetto “Padroni di nessuno e soci di tutti”. Un incontro, alla presenza di fra Paolo Quaranta e del giornalista Mario Vecchio, si è tenuto nella sala teatro della struttura, sul tema della socializzazione. Al termine i calciatori e i tecnici hanno visitato anche le sezioni per un incontro personale con i detenuti.

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