La voce contro il gasdotto all'assemblea degli azionisti di Banca Intesa

A Torino l'appuntamento per i soci del gruppo bancario che sostiene finanziariamente il Tap. Tra i delegati Elena Gerebizza di Recommon con Serena Fiorentino e Gianluca Maggiore, portavoce del comitato

Elena Gerebizza fotografata durante il suo intervento.

LECCE – Fino a Torino per spiegare agli azionisti di Banca Intesa perché il sostegno finanziario al gasdotto Tap sarebbe contrario alla politica aziendale, oltre a ribadire l’inutilità e la dannosità del progetto asserite in ogni circostanza.

Dopo il presidio effettuato il 17 aprile davanti alla sede leccese dell’istituto, in piazza Sant’Oronzo, Gianluca Maggiore, portavoce del Comitato No Tap ha raggiunto il capoluogo piemontese insieme a Serena Fiorentino, per il gruppo “Mamme No Tap” ed Elena Gerebizza dell’associazione Recommon. Tutti e tre sono stati delegati da azionisti e, in tale veste, possono partecipare e intervenire all’assemblea iniziata alle 10.

Gerebizza in particolare ricorderà ai presenti che il codice etico di Intesa San Paolo aderisce al principio di responsabilità rispetto ai cambiamenti climatici e che, pur classificando quello delle energie fossili come settore controverso, il gruppo continua a sostenere progetti legati alle fonti tradizionali, con il rischio, sostiene Recommon, di un effetto boomerang sul piano finanziario oltre che di danni sociali e ambientali di cui pure bisogna tener conto.

L’iniziativa, in modo naturalmente casuale, fa il paio con il sequestro del cantiere in località Le Paesane, disposto in queste ore dalla Procura della Repubblica di Lecce per il sospetto che sia stato aggirato il vincolo paesaggistico nel rilascio delle varianti da parte del ministero dello Sviluppo Economico.

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