Xylella, frantoi sempre più al collasso. Coldiretti chiede aiuto per salvare la filiera dell’olio

Solo in provincia di Lecce sono 251 i frantoi in crisi che hanno dovuto ridurre il quantitativo di olive molite e del fatturato del 90 per cento. Cantele: “Incentivi immediati per chi è operativo e per la rottamazione parziale o totale degli impianti”

LECCE – Un aiuto concreto e immediato per “liberare” gli agricoltori e i frantoiani salentini dalle grinfie della crisi causata dall’epidemia della xylella fastidiosa. Nel giorno della festività della Liberazione, torna a riecheggiare un altro appello lanciato in queste ore dalla Coldiretti di Lecce  che invoca “un impegno risoluto” del ministero e delle istituzioni per salvare la filiera dell’olio extravergine di oliva, sostenendo i frantoi salentini in grave crisi di liquidità e accompagnandoli nel percorso di rottamazione parziale o totale degli impianti. A partire dalla moratoria sui mutui, per garantire la sopravvivenza dei frantoi, la Coldiretti richiama il Governo centrale e il ministro Centinaio (recentemente tornato in prefettura a Lecce per fare il punto della situazione) sulla necessità di adottare misure ad hoc che prevedano le integrazioni al reddito per 5 anni per le aziende di trasformazione che dimostrino di restare attive e produttive e interventi economici a supporto della rottamazione parziale e totale degli impianti, per i frantoi che vogliono dismettere o riconvertire l’attività.

La situazione rappresentata è quella di una categoria al collasso con i frantoi che non hanno più olive da molire e una produzione ormai letteralmente inaridita. Sono complessivamente 491 i frantoi operanti nel Salento, di cui 251 nella sola provincia di Lecce (altri 143 si trovano nel territorio di Brindisi e 97 in quello di Taranto). Numeri che rendono chiara la gravità della situazione vissuta. “Nel piano anti xyella, approvato il 13 febbraio scorso in Conferenza Stato Regioni, è stato dato spazio al sostegno dell’ammodernamento degli impianti di molitura e a supporto della rottamazione parziale o totale degli impianti, per le aziende che vogliono dismettere o riconvertire l’attività, come richiesto da UnAprol e Coldiretti al tavolo con il ministro” ricorda il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, “qualunque misura si andrà a definire per sostenere le realtà della provincia di Lecce, dove lo scenario è apocalittico e i frantoi non hanno più olive da molire, potrà essere replicato e messo a patrimonio comune anche delle realtà operanti nelle altre province pugliesi, dove la malattia sta mietendo vittime. La xylella viene ancora definita calamità a sproposito” attacca Cantele, “per l’impatto catastrofico e perché non è un evento limitato nel tempo come ogni altra avversità atmosferica, ma è cronico, non può seguire il normale iter e va inserito in un provvedimento legislativo”. In tale direzione il presidente di Coldiretti non lesina attacchi anche nei confronti del’assessore regionale all’Agricoltura che “non ha segnalato al ministro” incalza Cantele, “la necessità di inserire la richiesta di calamità in deroga in un provvedimento legislativo, in caso contrario non sarebbe possibile accedere al Fondo di solidarietà nazionale”.

Per la gravità della situazione e il tempo perduto, agricoltori e la filiera dell’indotto auspicano l’impegno diretto del Governo che ha garantito 300 milioni di euro di risorse aggiuntive, oltre ai 100 milioni già stanziati con la delibera Cipe. Fondi che è necessario che ora arrivino realmente agli agricoltori, ai frantoiani e ai vivaisti, oltre ad attuare una reale e concreta semplificazione del mercato del lavoro, oltre a parametrare l’intervento dedicato alla copertura dei costi sostenuti dalle imprese olivicole per gli interessi sui mutui bancari in misura proporzionale all’effettivo costo. “La malattia degli ulivi ha minato profondamente l’intero tessuto produttivo olivicolo e oleario del Salento” conclude Cantele, “con una perdita progressiva della produzione lorda vendibile dai 50 milioni di euro della campagna 2016-2017 ai 300 milioni di euro della campagna 2018-2019. I frantoi cooperativi, aziendali e industriali, hanno registrato un calo significativo del quantitativo di olive molite del 50 per cento nella campagna 2016- 2017, del 75 per cento nella campagna 2017-2018 e del 90 per cento nella campagna 2018-2019, con l’equivalente crollo del fatturato e la riduzione del personale impiegato del 90 per cento, oltre al danno stimato per difetto al patrimonio olivetato di 1,2 miliardi di euro”.

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