Anziano carbonizzato in casa, domani la verità dall’autopsia

L’esame sul corpo del professore Antonio Leo servirà a chiarire alcuni aspetti della vicenda oscuri. Al vaglio della difesa del figlio Vittorio, in carcere per omicidio volontario, una perizia psichiatrica

COLLEPASSO - Si svolgerà domani l’autopsia sul corpo del professore Antonio Leo, 89enne di Collepasso, trovato carbonizzato mercoledì scorso nella sua abitazione, in via Don Luigi Sturzo. L’esame servirà a sciogliere i dubbi degli inquirenti rispetto a come siano andate realmente le cose. Il figlio Vittorio, agente immobiliare di 48 anni, in carcere per omicidio volontario, ha riferito di aver spruzzato dell’alcol contenuto in una bottiglietta (che stava utilizzando per medicarsi una ferita) in reazione a un rimprovero del genitore mentre questi si trovava davanti al fornello acceso per cucinare il pranzo.

Le fiamme così a contatto col liquido avrebbero raggiunto il malcapitato. La sua versione però non ha convinto il pubblico ministero Luigi Mastroniani (titolare delle indagini) né il gip Giovanni Gallo (che ha convalidato la misura), soprattutto in considerazione della gravità delle ustioni e della presenza di bruciature al volto e in testa riscontrate sul cadavere.

L’indagato ha dichiarato di aver indirizzato l’alcol (sui 400 cl) contenuto in una bottiglia di plastica (di cui poi si è sbarazzato, dopo aver rimosso i residui, incendiandola nel camino), verso il torace del padre. Lo stesso Leo che ha riferito di conoscere bene le potenzialità dell’alcol, avendo studiato ingegneria chimica, non è stato in grado di motivare quelle ustioni in testa: “Non so neppure spiegare perché avesse volto e capelli ustionati, nonostante si fosse tolto la maglia. Forse quelle ustioni al volto possono essere state provocate dalla fiamma dei pantaloni che ancora indossava”.

Certo è che Leo non ha soccorso il genitore, sostenendo di essere stato immobilizzato dal panico e, dopo la sua morte, ha pulito accuratamente casa e si è preparato il pranzo per “alleviare lo stress”. I suoi difensori, gli avvocati Francesca Conte e Luigi Cucco, stanno valutando la possibilità di chiedere una perizia psichiatrica.

All’esame autoptico che sarà eseguito dal medico legale Alberto Tortorella, su incarico ricevuto questa mattina dal pm, prenderanno parte anche i dottori Francesco Faggiano (per conto dell’indagato) e Roberto Vaglio (per la sorella di Leo, assistita dall’avvocato Elvia Belmonte).

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