Armi e munizioni dal Montenegro e ora arrivano le condanne

La sentenza è stata emessa oggi nel processo abbreviato che vedeva imputati due giovani residenti a Lecce. Per l’accusa ingaggiarono un galatinese del trasporto offrendogli 6mila euro

LECCE – Erano accusati di aver trasportato in Italia armi e munizioni dal paese di cui sono originari, il Montenegro. A otto mesi dall’arresto, è arrivato il verdetto per Denis Ahmetovic, 24enne, e Suad Bahtijari, 25enne, nati e residenti a Lecce: otto anni di reclusione, il primo, sette, il secondo. La sentenza è stata emessa dal giudice Giulia Proto, nel processo che si è concluso oggi in abbreviato, rito chiesto e ottenuto dagli imputati (attraverso l’avvocato Benedetto Scippa) in seguito al decreto di giudizio immediato firmato dal gip Michele Toriello (in considerazione dell’evidenza della prova).

Si chiude così, l’inchiesta avviata dopo l’arresto, lo scorso novembre,  di Andrea Nurce, un 23enne galatinese per il quale si è proceduto separatamente, essendo stato fermato a Bari, mentre rientrava proprio dal Montenegro. I funzionari della dogana e le “fiamme gialle”  trovarono nel serbatoio di benzina della sua auto dodici armi da sparo, di cui tre da guerra e una clandestina, e 23 cartucce. Le indagini portarono così ai due uomini, Ahmetovic e Bahtijari, che avrebbero ingaggiato il ragazzo del trasporto in cambio di 6mila euro e in casa dei quali il 29 marzo gli uomini del Gico del Nucleo di polizia-economico finanziaria della guardia di finanza di Lecce fecero altre scoperte che determinarono il loro ingresso in carcere: altre sei pistole, quattro delle quali clandestine.

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