Travolse e uccise un ciclista, per la Cassazione non fu omicidio volontario

Annullata la condanna a 20 anni inflitta in Appello ad Andrea Taurino, ritenuto responsabile della morte di Franco Amati e del ferimento dell’amico Ugo Romano, avvenuti tre anni fa a Casalabate

ROMA - Si è sempre difeso sostenendo che non investì volontariamente i due ciclisti provocando la morte di uno di loro, il 67enne Franco Amati, e il ferimento dell’altro, Ugo Romano, 64 anni, di Lecce, ma di aver perso il controllo dell’auto perché era sotto l’effetto di droga. E la Corte di Cassazione ha dato ragione ad Andrea Taurino, 36enne originario di Trepuzzi ma residente a Casalabate, annullando i vent’anni di reclusione inflitti in secondo grado (in primo era stato condannato all’ergastolo), modificando il reato in omicidio colposo e rinviando gli atti alla Corte d’Appello di Taranto per la rideterminazione della pena. E’ stato quindi accolto il ricorso presentato dall’uomo, attraverso l’avvocato Marco Pezzuto.

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Per questa vicenda, avvenuta in un tragico pomeriggio di gennaio del 2016, in via Monticelli a Casalabate, Taurino fu arrestato per omicidio volontario e tentato omicidio. Tra le accuse mosse nei suoi riguardi c’erano anche quelle di ricettazione e di resistenza a pubblico ufficiale, perché al momento dell’arresto, alla vista dei carabinieri, tentò la fuga su un’auto, una Fiat 500, risultata rubata.

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