“Febbre da cavallo”, inflitti quasi 50 anni di reclusione a 17 imputati

Emesso il verdetto nel processo scaturito dall’inchiesta su un presunto giro di corse clandestine di cavalli. Assolto un 53enne di Taurisano “per non aver commesso il fatto”

LECCE - Si chiude con 17 condanne e un’assoluzione il processo nato dall’operazione denominata Febbre da cavallo, su una presunta organizzazione che avrebbe gestito  corse clandestine di cavalli, somministrando farmaci dopanti agli animali per renderli più performanti.

Nel dispositivo letto oggi dal giudice Fabrizio Malagnino è stato escluso il coinvolgimento di uno solo degli imputati: Vito Salvatore Seclì, 53, di Taurisano, assolto con formula piena “per non aver commesso il fatto”.

Quanto agli altri, le condanne (che si sono discostate di poco da quelle invocate dal pubblico ministero Massimiliano Carducci), sono state le seguenti: 4 anni per Salvatore Capone, detto “Totò”, 54enne di Taurisano; 5 anni a testa per Vincenzo Cosimo Astore, detto “Mimino”, 58enne di Racale, e Piero Alemanno, detto “Piero”, 49, di Gallipoli; 4 anni e nove mesi a testa per Fabrizio Picca, detto “Fabrizio” o “Paghiara”, 51 anni, di Taviano, Salvatore Lezzi, detto “Tonino”, 66, di Copertino, e Giuseppe Luigi Olimpio, detto “Luigi”, 43, di Taviano; 2 anni e un mese per Ettore Manni, 53enne di Taurisano, Quintino Tamborrini, 58enne di Neviano, Cosimo Ilario Picca, detto “Ilario” o “Paghiara”, 47enne di Taviano, Claudio Dell’Anna, detto “Claudio di Nardò”, 55enne di Nardò, Nicola Zuccaro, detto “Nicolino”, 77enne di Nardò; due anni e nove mesi per Filippo Schiavano, 35enne di Taurisano; un anno e otto mesi (pena sospesa) per Cesare Gregorio Bruno, detto “Cesare”, 69enne di Nardò; due anni e quattro mesi per Antonio Luigi Rinaldi, detto “Zingaro”, 46enne di Taurisano, e Salvatore De Luca Amato, 65enne di Scorrano; un anno e 4 mesi (pena sospesa) per Luigi Rausa, 48enne di Scorrano; sei mesi (pena sospesa) per Luciano De Luca Amato, 62enne di Scorrano.

Sono stati interdetti dai pubblici uffici per la durata di cinque anni: Salvatore Capone, Vincenzo Cosimo Astore, Piero Alemanno, Fabrizio Lezzi, Salvatore Lezzi e Giuseppe Luigi Olimpio.

La sentenza ha inoltre riconosciuto il risarcimento del danno da liquidarsi in separata sede al ministero della Salute e la Onlus Horse Angels (rappresentata dagli avvocati Fabio Campese del Foro di Bari e  Mario Ciardo del Foro di Lecce), nei riguardi della quale è stata disposta una provvisionale di 10mila euro.

Non appena saranno depositate le motivazioni, gli avvocati difensori (Biagio Palamà, Francesco Fasano, Vincenzo Blandolino, Dario Paiano, Vincenzo Del Prete, Luigi e Arcangelo Corvaglia, Salvatore Bruno) valuteranno il ricorso in appello.

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