“Ghost Wine”, l’ispezione nell’azienda e la richiesta d’aiuto al comandante del Nas di Taranto

Dei tentativi di avvicinamento da parte di due imprenditori, il militare presentò dettagliate note di servizio al suo superiore. Ecco alcuni dei retroscena contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare

LECCE - “Ciao Emanuele, ho una squadra in cantina, puoi darmi una mano?”: è questo il messaggio che il comandante del Nas dei carabinieri di Taranto Emanuele Imperiale ha visualizzato sul suo telefonino il 7 maggio del 2018, il giorno dell’ispezione nella cantina vinicola Meghale Hellas, durante la quale furono riscontrate diverse anomalie come quella dello smaltimento illecito di prodotto attraverso un tubo collegato a una buca realizzata all’interno di un tombino.

A spedire l’sms fu Giuseppe Caragnulo, ma la richiesta d’aiuto cadde nel vuoto. Anzi. Il militare informò con una nota di servizio il suo superiore, come aveva fatto già in altre circostanze, quella per esempio in cui Vincenzo Laera si presentò in casa sua e il comandante chiese alla moglie di negare che si trovasse in casa.

Sul punto, nella corposa ordinanza di custodia cautelare, il giudice Michele Toriello ritiene che le conversazioni intercettate evidenzino chiaramente, “oltre al tentativo di evitare le conseguenze delle attività illecite poste in essere e riscontrate nel corso dell’attività ispettiva, la spregiudicatezza dei due indagati”.

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